...e vissero felici e contenti....e poi? (favole per adulti)
Biancaneve e i sette nani.
........allora il Principe Azzurro prese Biancaneve,la fece salire sul suo cavallo bianco,montò dietro di lei e si diresse verso il suo splendido castello incantato dove i suoi sudditi erano già in festa,si sposarono con una cerimonia grandiosa e festosa e vissero felici e contenti.......
Biancaneve non stava in se dalla gioia, aveva tutto ciò che desiderava, vestiti bellissimi, una casa grandissima e sempre pulita,tutti facevano a gara per soddisfare ogni suo più piccolo desiderio e il principe le voleva bene e glielo dimostrava portandole un regalino ogni volta che tornava dai suoi viaggi....Passarono così due anni da sogno;un giorno,mentre passeggiava nel parco Biancaneve sentì dei sospiri provenire da dietro un cespuglio,incuriosita si avvicinò e vide Rosaspina,la sua cameriera personale,che amoreggiava con Fiorello,il giardiniere del reame,stava ritraendosi con pudicizia ma,comprendendo di non essere stata vistae non essendoci nessuno nei pressi si fermò a guardare,prima con curiosità,poi...poi si sentì qualcosa dentro...Fiorello aveva messo una mano sotto la veste di Rosaspina "Ti voglio..."le sussurrava mentre muoveva il braccio con delicatezza fra le sue cosce. Rosaspina faceva resistenza "No...ti prego,non voglio...poi tu mi lasci e io..." "Ma no," rispondeva Fiorello "lo sai che ti amo e che poi ti sposo,dai,allarga le tue splendide gambe,fammi vedere che ti piace,e poi...non puoi lasciarmi così,guarda!..."e così dicendo le indicò il grosso bozzo che si era formato sotto i suoi pantaloni..."Oh...poverino"disse Rosaspina,"non puoi certo andare in giro così,stai fermo che ci penso io" la lingua di Rosaspina prese a correre sul petto di Fiorello e,scendendo sempre più in basso arrivò sulla patta,slacciò un bottone e....Biancaneve vide solo saltare fuori qualcosa dai pantaloni ma non potè vederne ne la grandezza ne altro perché quello era già scomparso completamente nella bocca della bella Rosaspina....Biancaneve sentì come se una mano le storcesse le viscere dall'interno,le guance avvamparono di un calore sconosciuto che le saliva dal ventre fino ad esploderle nel cervello.Si alzò e sentì le gambe molli e inerte,quindi tornò turbata e ormai vogliosa verso il castello,si rinchiuse nella sua camera e si scoprì a muoversi convulsamente con il palmo della mano che premeva forte sulla sua 'rosa',ormai completamente bagnata e mai così aperta,il petto era duro come pietra e solo sfiorandolo sembrava come se un fulmine le percorresse l'intero corpo poi,con un ultimo scatto di reni che la svuotò completamente,arrivò una dolce spossatezza che la portò a dormire un sonno profondo e senza sogni.
Il giorno dopo Rosaspina portò come il solito la colazione a letto alla sua principessa "Buongiorno Maestà,è una giornata stupenda per fare una passeggiata nel parco,se volete vi preparo il vestito per andare a cavallo." Biancaneve la guardò,era bellissima,l'amore la rendeva splendente...come la invidiava!..."No" disse "rimango ancora a letto,vai,ti chiamerò quando avrò bisogno di te." La vide allontanarsi contenta,era certa che avrebbe fatto all'amore,magari in una delle stanze vicine per essere a portata di voce. Allora cominciò a pensare "(Amo il mio dolce principe,però troppe volte è lontano da me,ora sono tre mesi!Non sono abituata a stare sola a lungo,prima c'erano i sette nani che mi tenevano sempre occupata...i sette nani1Quanto tempo che non li vedo,dal giorno del mio matrimonio,vorrei tanto rivederli.)" "Rosaspina" chiamò uscendo dalla camera,la vide che aggiustandosi le vesti usciva dalla stanza in fondo al corridoio, "Eccomi principessa" "Preparami il vestito da viaggio" e così dicendo la spinse nella sua camera,rimase sulla porta per vedere Fiorello, ma dalla stanza uscì Dolcetto,il pasticciere di corte,"(e brava Rosaspina)" pensò Biancaneve accennando un sorriso,era giusto,era giovane e bella...come lei...
La carrozza la stava portando nel bosco dov'era la casa dei nani,il viaggio era lungo e Biancaneve pensava al periodo vissuto in quella casa.Era ospite perciò trovava giusto collaborare e fare ciò che poteva visto che loro lavoravano e la mantenevano.Ogni mattina preparava una ricca colazione ed un buon pranzo al sacco per il giorno,poi dopo aver spolverato (e non era un gran lavoro vista la grandezza della casa) andava a rifare i loro letti,spesso trovava delle macchie giallastre sulle lenzuola ma,nella sua ingenuità non aveva mai capito cosa fossero,pensava che la pelle degli uomini trasudasse durante la notte!Le venne da ridere,ora sapeva e capiva anche il perché dei rimbrotti di Brontolo,delle occhiate di Dotto e delle carezze che voleva Pisolo prima di dormire.Quante volte quando la sera rientravano le si stringevano tutti addosso come per ringraziarla,ora sapeva il perché di quelle effusioni,la rispettavano ma non disdegnavano di tastarla casualmente specie sul sedere,ma erano sette uomini soli in un bosco,e in fondo anche se non sapeva il perché non le dispiaceva essere toccata,anzi,si era sempre sentita uno strano languore dentro ma non aveva mai capito cos'era...
Finalmente la carrozza arrivò alla casa dei sette nani,era proprio come l'aveva lasciata,il postiglione la aiutò a scendere e scaricò il baule che aveva portato con se:"Bene" disse Biancaneve," torna a prendermi fra quatto giorni,anzi no...una settimana,se il principe torna prima mandami un messaggero perché voglio fargli una sorpresa."Così dicendo e con il cuore che già le scoppiava in petto entrò nella casa.Subito corse verso i letti,guardò sotto le lenzuola e a stento soffocò un sorriso,le macchie erano lì e più grandi che mai!
Si sentiva fremere dentro mentre sistemava il disordine che avevano lasciato,quindi preparò una buona cena per i suoi 'ometti' e infine andò al bagno per prepararsi...Mentre stava rilassandosi nell'acqua calda si guardò intorno e finalmente li vide!...sette piccoli buchi nella porta che partivano dalla serratura fino quasi al pavimento...piccoli porcellini,se fosse stata più scaltra e meno ingenua...
ah!...quanto tempo aveva perso!..Si alzò dalla vasca,si asciugò e,profumatasi con una leggera essenza aprì il baule e preparò il vestito che aveva deciso di indossare quella sera per fare in modo che fossero loro a fare la prima mossa,e se non ne avessero avuto il coraggio ci avrebbe pensato lei,ormai era decisa ad andare fino in fondo...Prima mise il corpetto nero che le sosteneva il seno senza coprirlo,poi eliminò le mutande che erano troppo scomode e poco eccitanti,mise le calze nere legate alle cosce con un nastrino rosa che quando si muoveva le sfiorava il pube facendole esplodere nel ventre una forte voglia,mise una camicietta bianca lasciata slacciata casualmente in modo di permettere una buona visuale sul seno,e infine una gonna di lino molto ampia che si sarebbe alzata facilmente col minimo soffio di vento..."Lari lari hooo...lari lari hooo" li sentì cantare,erano di ritorno,allora si nascose per vedere la loro reazione:" Hoooo!" esclamarono quando entrarono, "Chi si è permesso di entrare..."disse Brontolo volgengo lo sguardo attorno, "Quanta roba buona da mangiare..." disse Cucciolo avvicinandosi alla tavola imbandita," E' Biancaneve" disse saltellando dal piacere Dotto.Come erano carini,Biancaneve era pronta e più eccitata che mai:" Eccomi" disse uscendo dal nascondiglio, "voglio stringervi tutti forte a me." "Biancaneve" risposero in coro i nanetti gettandosi addosso alla loro 'Principessina', "che bella sorpresa,e il Principe?" "Non c'è" rispose lei,"sono tutta per voi non siete contenti?" "Siiiii" risposero in coro.Si misero a tavola e mentre gustavano quelle cibarie si raccontarono gli avvenimenti accaduti in quei due anni di lontananza,poi dopo cena accesero il camino e si misero in circolo continuando nei ricordi.Biancaneve decise che era arrivato il momento di muoversi,ormai era troppo eccitata tanto da sentire dolore al ventre,si alzò e con la scusa di scaldare un boccale si diresse verso il fuoco,sapeva che controluce quella gonna di lino era assolutamente trasparente,si chinò allargando un po le gambe in modo che si vedessero bene le sue curve e che non indossava le mutande,sentì che un rivolo di umore le scivolava fra le cosce quando le arrivarono alle orecchie i sospiri repressi di desiderio di qualcuno di loro.Si girò e sempre rimanendo con le gambe divaricate ben dritta davanti a loro chiese: "Bene,allora chi vuole essere il primo...a bere?" "Eeeetcì!...io" rispose Eolo, "ne ho tanto bisogno." "Prendi" rispose Biancaneve accoccolandosi vicino a lui e porgendogli il boccale.Gli altri sei stavano cercando -con indifferenza- di guardare oltre quel nastrino rosa che era rimasto accidentalmente scoperto.
Biancaneve sentiva quegli sguardi eccitati che pareva volessero violentarla e si sentiva pronta ad esserlo,prese il boccale e fece per alzarsi,un movimento sbagliato e tutto il vino cadde sulla gonna," Oh!mi sono macchiata tutta" disse alzando la gonna dritta in piedi davanti ai nani seduti e con la visuale completamente aperta,allora Dotto,mostrando una audacia insospettata,mise il palmo della mano sul suo pube come a coprirlo alla vista degli altri, "Mmmmmm...."sospirò Biancaneve facendo scivolare la sua mano fino ad afferrare quella di Dotto che mise fra le cosce che strinse con forza, "Così....cosìììì...." fu come un segnale,tutti si alzarono e presero a palparla,i vestiti erano spariti come per incanto,era rimasta solo con le calze e intorno aveva sette piccoli uomini nudi,piccoli ma il suo principe era più piccolo del più piccolo.Biancaneve sentiva come se il cervello fosse volato e ormai voleva tutti da tutti.
Si sentì succhiare i capezzoli da due bocche vogliose,ne strinse con forza le teste come volesse farsi divorare il seno mentre una lingua vorticava infilata dentro la vagina aperta e densa di umore e sembrava arrivarle fin dentro lo stomaco provocandole sensazioni celestiali,un'altra lingua le leccava con forza l'altro buchetto premendo per entrare...era una sensazione stupenda! Qualcuno stava mordicchiandole il sederino provocandole spasmi di piacere,e ancora una lingua giocava col suo obelico e sembrava quasi incontrarsi con la lingua che le giostrava dentro....
Biancaneve avrebbe voluto rimanere così per sempre,non voleva perdere nemmeno un istante di quel piacere;si sentì spingere a terra delicatamente,si trovò con le palme delle mani sul pavimento così come le ginocchia,pensò a quando avevano preparato nelle stalle reali la vacca per la monta...e così si sentiva...ma era una sensazione stupenda! Ormai era come si trovasse in un fantastico sogno dal quale non avrebbe mai voluto svegliarsi.
Sentì sdraiarsi sotto di lei Dotto che,baciandola sul collo le allargava la vagina ormai più che pronta,
e,finalmente,l'esplosione...!!!Sentì entrare dentro tutto quel membro lungo e turgido,allora spinse più giù il ventre per prenderlo tutto,non voleva perderne nemmeno un pezzettino...aprì la bocca per esprimere tutto il suo piacere ma si trovò due cappelle tumide e battenti di voglia sulle labbra, cominciò a farci roteare sopra la lingua indecisa su quale prendere per primo ma scoprì presto che poteva tenerle ambedue in bocca,allora cominciò a succhiare dando ogni tanto una slinguata prima su uno poi sull'altro membro,fino ad arrivare ai testicoli che sentiva gonfi e palpitanti, poi ricominciava...Sentì Brontolo borbottare qualcosa,forse..."Io,prima io,sono il più vecchio e ne ho il diritto." e sentì come un ferro rovente entrarle dietro,all'inizio sentì un gran dolore che fu subito annullato dal piacere che provava nell'avere tutti i buchi occupati,cominciarono a muoversi tutti insieme,davanti,dietro,in bocca,sentiva mille mani che la toccavano dappertutto scoprendo punti sensibili del suo corpo che mai avrebbe immaginato di avere.
Sentì un fiotto caldo in bocca,il suo sposo non aveva mai voluto farglielo assaggiare,e lei ormai si era scoperta cortigiana e questo non le dispiaceva affatto....si fece girare lo sperma in bocca,aveva un sapore strano ma buono,allora cominciò ad ingoiarlo,un fuoco caldo le scorreva dalla gola fino allo stomaco...si sentiva in Paradiso!Continuò a leccare quel membro fino a non farne uscire più una goccia,allora si trovò a succhiarne un'altro,cominciò a muovere velocemente la testa per riprovare quel sapore pregustando già anche quello degli altri...
Dotto si levò da sotto," vengo...vengo..."disse,mentre Pisolo veloce prendeva il suo posto e Biancaneve -che non voleva mandare sprecata nemmeno una goccia di quel nettare- aprì subito la bocca,ma il fiotto uscì prima inondandole le labbra,il mento e la mano di Dotto che lo sorreggeva,allora cominciò a leccare tutto con avidità,leccò a fondo anche la mano e i testicoli di Dotto e questo eccitò maggiormente gli altri nani,mentre Brontolo esplose come un vulcano dentro il suo culetto.Biancaneve si sentiva ormai piena,ma,prima di poter parlare sentì che qualcuno sostituiva Brontolo e che un nuovo fiotto di sperma le riempiva la bocca,era il massimo!
Biancaneve cominciò a tremare come una foglia,era venuta almeno sette volte ma questa era l'esplosione decisiva...inarcò la schiena e stringendo i muscoli del sedere e della vagina,e senza lasciare il membro che aveva in bocca -quasi volesse ingoiarlo-, diede dei forti colpi di reni fino a perdere completamente le forze,poi,rilassandosi si sdraiò su un fianco guardando quei tre mambri non ancora assaggiati dalla sua lingua vogliosa,si avvicinò al primo e prese a leccarlo,ma era troppo stanca e le facevano male le mandibole," Non importa" disse Cucciolo, "non preoccuparti Principessina domani è un altro giorno e allora..." sorrisero tutti compresa Biancaneve,poi si sdraiarono ognuno nel proprio lettino e si addormrntarono stanchi e soddisfatti.
Il giorno seguente Cucciolo svegliò Biancaneve con un dolcissimo bacio,andarono assieme al tavolo dove gli altri la aspettavano per fare colazione,non c'era imbarazzo,tutti sapevano che ciò che era accaduto era una conseguenza naturale,i sette nani amavano da sempre Biancaneve,e lei,anche se no lo aveva mai espresso,provava per loro lo stesso sentimento."Voglio chiedervi una cosa" disse Biancaneve con un dolce sorriso," perché quando ho vissuto qui non avete mai provato a....oltre a spiarmi quando stavo in bagno?" i nani arrossirono per l'imbarazzo,poi si fece avanti Dotto:"Vedi principessina,quando abitavi con noi eri molto giovane ed ingenua,noi ci accontentavamo di guardarti e di sognarti perché era nel tuo destino l'incontro ed il matrimonio con il Principe, l'avevamo scoperto facendo parlare un complice della strega cattiva,perciò dovevi rimanere vergine e ingenua,e allora..." "Capisco" lo interruppe lei, "però potevo rimanere vergine e fare tante altre cose.." disse facendo scivolare la lingua sulle labbra, "Non fare così altrimenti non andremo più a lavorare" disse Brontolo, " No,no" riprese Dotto, "non potevamo fare niente perché tu oltre che vergine dovevi essere ingenua e senza ombra di malizia,lo capisci questo?Rischiavi di non sposare il Principe Azzurro se noi..." " Si" rispose Biancaneve inarcando le ciglia, "però...quanto tempo perso..."Si fecero una grossa risata e poi,dopo averla baciata,corsero a lavorare con una leggerezza che non avevano mai provato prima.
La settimana volò in un lampo,tutte le notti inventarono giochi nuovi e Biancaneve era diventata più donna e più bella che mai,ma come tutte le cose belle anche quella finì col ritorno del Principe.
Si presentò la mattina dell'ottavo giorno per riprendere la sua sposa,bussò alla porta e Cucciolo lo fece entrare, "Ciao amore" disse Biancaneve andandogli incontro e baciandolo con passione," non potevo più stare senza te,sai,al castello mi annoio tanto e quando tu non ci sei mi sento inutile,allora sto volentieri con i miei piccoli amici per aiutarli come facevo una volta,e poi adesso la strega non c'è più...sei in collera con me?" Il principe la guardò con amore,Biancaneve indossava un vestito di velluto scuro sopra le quattro sottogonne,e non si vedevano nemmeno le mani coperte dai guanti, "Ma no," le disse," anzi sono contento se durante i miei frequenti viaggi ti distrai con i tuoi piccoli amici piuttosto che con i cavalieri di corte sempre pronti ad insidiare la virtù delle gentildonne,puoi venire quando vuoi uccellino mio." Biancaneve arrossì leggermente e abbassando la testa ringraziò il suo sposo dal cuore d'oro per la fiducia che riponeva in lei,poi si avviò verso la carrozza.
Quando salirono si fece avanti Brontolo: "E il regalo che avevi preparato per il tuo principe sposo vuoi lasciarlo qui?" così dicendo diede un pacco al principe che lo aprì,erano due splendide corna di cervo con sette diamanti incastonati e brillanti di luce vivissima.
Il principe li ringraziò uno ad uno e mentre risaliva commosso sulla carrozza non si accorse dello sguardo che Biancaneve aveva dato alla sua agenda-pergamena per vedere quando lui sarebbe ripartito e pregustare così il ritorno nella piccola casa nel bosco dai suoi piccoli ma 'grandi' amici dei quali sentiva già la mancanza,e tutto con l'approvazione del suo dolce sposo e per il tempo a venire...
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sabato 19 maggio 2012
venerdì 10 febbraio 2012
La Tavola spezzata
L’aria nella stanza si era fatta pesante, la testa cominciava a ciondolare alla ricerca di un appoggio che le permettesse di non staccarsi dal collo, il professore Raggi guardò l’ora nel vecchio L.P. dei T.Rex trasformato in orologio digitale e appeso come vecchio cimelio sopra la laurea risalente a ormai tanti –troppi- anni prima, erano le 23,40;girò lo sguardo a fatica verso la pila di tesi da correggere…e sentì le braccia cadere come si arrendessero ad una gravità decuplicata; era ora di staccare la spina e rimandare al giorno dopo quell’impegno. Si alzò con la sveltezza di un bradipo e si stirò fino a sentire scricchiolare almeno la metà delle ossa, era quasi arrivato al bagno quando il telefono squillò, “(chi può essere a quest’ora?)” pensò mentre afferrava la cornetta, non era abituato a ricevere telefonate dopo le 21, i suoi amici e i colleghi di lavoro sapevano che per ogni comunicazione dovevano rispettare quell’orario, :”…Pronto…oooh caro, vecchio amico Lucio, come va? A cosa debbo l’onore di questa chiamata?...” Lucio Santi era un docente universitario ora in pensione, studioso delle lingue morte aveva messo anni addietro in subbuglio l’ambiente dell’archeologia con le sue teorie inerenti la costruzione delle piramidi legandola allo sfruttamento di ominidi alti più di tre metri e dotati di una forza eccezionale, ma con il cervello di un animale domestico facilmente addomesticabile, teoria che a suo parere aveva estrapolato da vecchi papiri trascritti in geroglifici ‘dialettali’ e mai interpretati da alcuno e da antiche incisioni Maya. Era indubbiamente una mente eccelsa ma Silvio ancora non capiva il perché della telefonata a quella ora tarda. “ Silvio” disse Lucio senza tanti preamboli come era nel suo carattere, “ti aspetto domani perché credo di aver fatto una scoperta che metterà in subbuglio il mondo scientifico e anche le coscienze…quando puoi venire a trovarmi?” Lucio rifletté velocemente, la mattina aveva un’ora di lezione, poi il programma era di terminare la correzione delle tesi ma, data un’occhiata alla pila che vedeva sempre più enorme delle stesse, decise che sarebbe stato più…riposante andare da lui, “Verso le 11 va bene?’’ “D’accordo, ti aspetto” rispose Lucio, “buona notte…” e staccò la comunicazione, tipico di Lucio, essenziale e stringato. Silvio riagganciò e si preparò per la notte, il sonno lo colse mentre si poneva 1.000 domande sulla presunta scoperta. Il mattino seguente mentre impartiva una lezione sui Dogma religiosi nei secoli bui ai non molto attenti studenti, sentì il cellulare che aveva nella tasca della giacca vibrare per una chiamata, aveva dimenticato di spengerlo e non voleva rispondere avendone vietato l’accesso nell’aula a tutti, ma l’insistenza era esasperante allora lo prese per leggere chi fosse a chiamarlo, a quel gesto si sollevò un coro di ‘buuuu..’ ritmato da un battito di piedi da parte degli astanti, era Alessandro, uno dei suoi studenti in quel momento latitanti: “Alessandro perché invece di telefonare non sei venut…” fu interrotto da una voce strozzata ed isterica “Prof venga subito a casa del professor Santi è successo…” le urla e i rumori non facevano capire bene cosa dicesse, quindi alzando un braccio come per scusarsi con i suoi alunni Silvio uscì in corridoio “Non ho capito, cosa devo fare?” il sibilo di voce singhiozzante che rispose gli ghiacciò il sangue nelle vene prima della risposta “ Venga a casa del professor Santi la prego…è morto…” “Morto? Ma come…aspettami lì arrivo subito” rispose mentre già correva verso l’uscita dell’ateneo incurante delle rimostranze della donna delle pulizie che aveva da poco lavato il corridoio. Salito in macchina corse come mai aveva fatto, consapevole di un paio di multe che gli sarebbero arrivate per essere passato con il rosso e per non aver rispettato qualche stop. Arrivò nei pressi della casa di Lucio, Alessandro lo attendeva accanto al portone, era pallido e si piegava in due come in preda a convulsioni o conati di vomito. “ E’ morto, l’hanno ucciso…” ripeteva come in trance, poi, finalmente, riuscì a vomitare, e quell’atto servì se non altro a calmarne gli spasmi che lo rendevano quasi epilettico. “Dov’è?” chiese allora Silvio “nel suo studio, bisogna chiamare la polizia…” aspetta,” replicò prontamente lui, “voglio prima vedere se hai sbagliato” così dicendo si diresse verso le scale che lo portavano nell’appartamento “non ho sbagliato…” diceva Alessandro, ma Silvio già entrava nello studio di Lucio. Lo vide piegato in due col capo poggiato sulla scrivania in posizione innaturale, una chiazza di sangue scura e secca colata dalla nuca fino alla scrivania quindi sulle ginocchia, e seguendo quasi una linea armonica fin sulle scarpe e il pavimento, gli fece pensare che la macchia che si era allargata in terra era come il disegno di un torrente di lava infuocato che aveva raggiunto il suo letto…strane le evoluzioni che fa il cervello anche in occasioni drammatiche come quella… Ripresosi da questi pensieri deciso si diresse verso il computer dove sapeva che Lucio riportava aggiornandolo maniacalmente il risultato dei suoi studi, forse li avrebbe trovato la risposta alla telefonata ricevuta il giorno prima. Con sua somma sorpresa vide che il modem era aperto e che l’hard disk era stato sottratto, passato lo sgomento, senza perdersi d’animo, lo accese sperando…ed ebbe ragione, chi aveva asportato il disco non aveva pensato a controllare il masterizzatore, dentro c’era un dvd che prontamente si mise in tasca, quindi spense di nuovo il p.c. e si diresse verso l’antica libreria che occupava una intera parete. Dei rumori provenienti dall’esterno lo bloccarono, “Prof. Bisogna chiamare subito la polizia…” era Alessandro, non entrava per non vedere di nuovo quello scempio, ma Silvio aveva ancora bisogno di qualche minuto :” La chiamo subito, stai tranquillo,” e, avvicinandosi alla porta, gli diede le chiavi della macchina aggiungendo “ nel cruscotto trovi una piccola macchina fotografica digitale, prendila e portamela per favore, prima che arrivi la polizia voglio fotografare una cosa.” Alessandro non fece domande e scese le scale, Silvio, indossati un paio di guanti in lattice si diresse velocemente verso la libreria, i sostegni erano riproduzioni in legno massiccio di facce di leone, si abbassò verso quella sulla sinistra e la girò in senso antiorario, un click lo avvisò dell’avvenuta apertura di un cassettino segreto mimetizzato nella giuntura centrale, era uno spazio minimo ma sufficiente per nasconderci un diario dove sapeva che Lucio trascriveva i suoi studi più importanti, e delle micro cassette di un registratore mimetizzato in un libro che si attivava vocalmente; mise anche questi elementi al sicuro in tasca, aprì il VI tomo dell’’Enciclopedia sull’economia globale’ che, gli aveva detto, nessuno avrebbe mai letto, ed estrasse l’ultima cassetta dal registratore ivi celato, quindi richiuse il tutto e gettò i guanti nel cestino. Aveva finito in tempo, Alessandro gli portò la macchinetta fotografica passandogliela dallo spiraglio della porta, scattò delle foto in attesa dell’arrivo della polizia che nel frattempo aveva chiamato. Fotografò ogni angolo possibile dell’appartamento e del corpo del suo povero amico, quindi scese le scale e andò da Alessandro che lo attendeva seduto sugli ultimi gradini. Vide che si era ripreso abbastanza per affrontare una conversazione:” Perché non sei venuto a lezione oggi?” gli chiese senza affrontare direttamente il motivo della sua presenza lì, “Perché come ogni mattina prima di venire all’università porto un caffè ed un cornetto al prof…” dicendolo le lacrime spuntarono dai suoi occhi, facendo uno sforzo per trattenerle riprese “…perché era sempre preso nei suoi studi fino a dimenticare perfino di mangiare…poi corro fino all’Ateneo, per questo a volte ritardo un pò… ” si interruppe per fare un grosso sospiro poi riprese:”…questa mattina ho fatto lo stesso, ma quando sono arrivato ho trovato la porta socchiusa, ho chiamato ma non rispondeva, sono entrato e ho visto…’’ li non poté trattenere un singhiozzo, respirò più volte profondamente e riprese:”…ero come uno zombie, non riuscivo a comprendere, o forse lo rifiutavo, quello che avevo visto, sono tornato in strada, ho fatto un giro del palazzo e quando ho cominciato a comprendere e a sentirmi male non sapendo cosa fare le ho telefonato…” era tutto chiaro, Silvio vedendolo in quello stato comprese che doveva farlo continuare a parlare: ”Eravate tanto amici? Per portargli la colazione…” “Non amicizia, ma avevo un gran rispetto per lui, inoltre nel pomeriggio studiavamo insieme, nel senso che, quando non era preso da cose più importanti, mi aiutava…” rispose Alessandro, “(ecco perché sei così bravo e preparato)” pensò Silvio, la conversazione fu interrotta dalle sirene di un paio di macchine della polizia che con uno stridio di freni si fermarono davanti al portone.
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