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venerdì 7 gennaio 2011

Istinto felino pgg.1-2

                                                         Prima infanzia

Quando venivo al mondo,la guerra era finita da soli sei anni,ma io non potevo saperlo;non potevo sapere che la miseria che avevo intorno,che respiravo nella gente,che aleggiava nell'aria,che mi sentivo addosso,era figlia di quel periodo nero che aveva attraversato l’umanità intera. In realtà non la subivo appieno,non avendo la possibilità di paragone con un altro modo di vivere,questo fino al compimento dei sette anni,poi,come credo fosse comune a molti miei coetanei abitanti nei quartieri popolari,dopo i primi 2 anni di scuola elementare,fui mandato in collegio per continuare gli studi,non perché fossi un bambino vivace o peggio,ma semplicemente perché non avevo la possibilità di essere seguito da nessuno pur avendo quattro sorelle e un fratello più grandi di me. Mia madre era morta investita da un camion mentre attraversava quell’arteria mortale che è Via Casilina, era andata a comprare il latte per preparare un dolce per festeggiare il giorno dopo il mio secondo compleanno…chissà se quel giorno ho mangiato un dolce…Torpignattara, in quel periodo,era quasi periferia estrema,Roma centro mi sembrava lontana anni luce,la strada dove vivevo,forse nell’incoscienza dell’infanzia,e,forse,anche per un buon periodo in età adulta,psicologicamente mi era stata di grande aiuto per formarmi fisicamente e mentalmente,Via Capua,una strada in salita per circa duecento metri,poi con cento metri di piano,e due-trecento metri di discesa,collegante via Casilina a Via Labico,da dove si estendeva un prato che allora vedevo immenso,colorato,profumato,e lontano dai rumori e dalle urla della città. Inoltre,via Capua non era ancora asfaltata,era piena di buche e sassi,e le macchine non vi si avventuravano,quindi noi bambini potevamo sciamare,giocare e urlare senza timore di essere investiti. Col mio amico fraterno,Marco,di un mese più piccolo,e allattato in cooperativa da mia madre perché la sua non poteva,intraprendevamo folli corse da casa nostra,abitavamo lo stesso palazzo,al centro della via,evitando le buche e i sassi,sforzandoci di evitare di sbattere l’uno contro l’altro,poi,arrivati in fondo,lo slancio ci portava ad attraversare come saette via Casilina, fermando forzatamente la corsa contro il traliccio che torreggiava al centro della strada,dividente i binari del tram che dall’estrema periferia portava fino alle ‘Laziali’ l’inizio di quella che è la stazione Termini. Di quel periodo ricordo i giochi e le guerre con i sassi che facevamo,e quante teste sanguinanti e ginocchia sbucciate giravano per strada,ma era solo giocare,l’intenzione era che il sasso prendesse al massimo un fianco o la schiena,ma si sa che la mira è un optional…specie a quell’età,e il mangiare che scarseggiava,la carne era un miraggio che si intravedeva come oasi nel deserto dopo giorni di solleone,spesso a pranzo sulla tavola trovavo il minestrone fatto con i prodotti dell'orto che sovrastava il cortiletto interno e che apparteneva a Giuliana un'amica di famiglia,allora dicevo che volevo un panino con la mortadella perché non mi piaceva ma la risposta era che c'era il minestrone. Al pomeriggio rientravo dai giochi dicendo che avevo fame,dal forno usciva quel piatto di minestrone,insistevo che non mi piaceva e che volevo una citriola con la mortadella,ma inutilmente. La sera a cena trovavo ancora quel piatto...quanto era buono quel minestrone...E Fuffi, un bastardino bianco con una macchia nera intorno all'occhio
che un accalappiacani mi strappò dalle braccia dicendo che lo portava a curare e poi me lo avrebbe ridato,quanti pianti per quegli occhi dolci e gioiosi che non avrei più rivisto. Ricordo anche che nelle calde sere d’estate noi bambini sedevamo in circolo attorno a dei vecchi che raccontavano storie di guerra o di altre città,per lo più del sud Italia,ascoltavamo estasiati parlare di gesta eroiche e di parenti lontani o persi,e nella testa era come vivessimo noi stessi le avventure e provavamo una ridda di emozioni vedendo una lacrima scendere dai loro occhi o per l’esplosione di una improvvisa,grassa risata. Ricordo con affetto un vecchietto che passava due volte a settimana spingendo a fatica un carretto con sopra liquirizie e fusaie…dieci pescetti di liquirizia cinque lire,quanta fatica per trovare le cinque lire,generalmente noi bambini le guadagnavamo andando a fare la spesa per qualche vecchietta,a volte portando delle teglie di pasta a cuocere al forno che era in V. Casilina, andandole poi a riprendere, a volte restituendo al lattaio o al vinaio le bottiglie usate che avevano un deposito, ricevevamo una lira di mancia, poi aspettavamo pazientemente di essere chiamati per qualche altro servizio, ma quando arrivava il vecchietto dimenticavo la fatica sostenuta e assaporavo quelle delizie dal sapore ormai perso…
Sotto le feste tra questi servizi e qualcosa che ricevevo in regalo dai vicini di casa, riuscivo ad arrivare anche alle 75 lire sufficienti per andare al cinema 'Due Allori.' Entravo nel pomeriggio quando apriva, a quell'ora nelle 75 lire era compresa anche una rosetta con la mortadella, ed uscivo dopo l'ultima replica delle 22,30. Rivedevo il film tre volte gustandomi i 'prossimamente',gli spezzoni dei film di prossima programmazione che difficilmente sarei potuto tornare a vedere,ma principalmente la 'Settimana I.N.C.O.M ' che proiettavano durante l'intervallo fra una replica e l'altra. Era un reportage con notizie da tutto il mondo con gli avvenimenti principali della settimana. Le piccole guerre o colpi di Stato che avvenivano, gli incidenti aerei, le notizie sportive; ma io aspettavo con curiosità le notizie mondane, non per gli attori o i cantanti, non per le loro feste o performance, ma perché solitamente il servizio si chiudeva sempre con una stellina o aspirante tale seminuda. Scene riprese sul set di un film o in spiaggia in due pezzi, poi se accadeva che ci fosse una scena di spogliarello,al cadere del reggiseno appariva la parola FINE allora i fischi che prima erano di ammirazione e approvazione,si trasformavano in sonora protesta per quell'epilogo che tutti sapevamo già sarebbe stato così, ma il gusto era proprio nello sfogo programmato...
I primi giochi ‘amorosi’,erano con quella bambina che tutti indicavano come ‘fidanzatina’,facendomi arrossire e imbarazzare,negandolo fortemente,ogni volta che mi veniva detto,Pita,così la chiamavo,era l’amichetta del cuore,con la quale ci isolavamo in camera o nel sottoscala di casa sua e giocavamo a tutto,al dottore,al marito e moglie,al padrone e la schiava;non potrò mai dimenticare il sonoro ceffone preso quando sua sorella più grande ci sorprese mentre,giocando al dottore,le avevo calato le mutandine e la massaggiavo per farle una ‘iniezione’,per noi era veramente un gioco,senza nessuna forma di malizia,ma,giustamente,i grandi la vedevano diversamente;quello che però mi fece più male fu vedere le botte date a Pita e la proibizione di rivederci e giocare da soli…Chissà come si è svolta la sua vita,le auguro sia felice e abbia ottenuto tanto dal destino...Quel ceffone paradossalmente,mi diede modo di riflettere sul rapporto maschio-femmina,e sulle sensazioni interiori e fisiche che prima,quando lo consideravo solo un gioco non analizzavo,ma che poi,interpretato come ‘peccato’ e ‘cosa brutta che non si fa’, mi acuì la curiosità di saperne di più e di scoprirne il senso.

Istinto felino pag.7

                                         Fantasmi o sensibilità della purezza

Tranne un'estate passata in una colonia estiva ,esattamente a S. Terenziano in Umbria,in un vetusto castello diretto da suore e adattato a scuola e,appunto a colonia estiva,solitamente passavo le vacanze dagli zii a Orbetello,in Toscana,dove godevo gratuitamente di un mare favoloso e di folli corse in bicicletta assieme ai cugini;ma quando invece mi ritrovavo anche per poche settimane a casa a Roma,mi accadevano cose strane che,per mia fortuna,il più delle volte erano confermate da involontari testimoni,come quando una sera,verso le 18,Marco mi chiamò dicendomi di uscire per giocare,io salivo le scale e lui le scendeva,alla mia domanda del perché rispose che avevo lasciato la luce accesa,(si vedeva da una specie di finestra-lucernario situato sulla porta), quindi andava a spegnerla,tirò la cordicella che apriva il catenaccio,(all'epoca ci si fidava in generale,inoltre non c'era niente da rubare)scostò la tenda...e lo vidi scappare e salire le scale come fosse inseguito dal demonio,al mio sguardo interrogativo rispose che c'era qualcuno in casa;allora ridendo scesi per chiudere la porta lasciata aperta,scostata la tenda rimasi di stucco,all'ingresso della porta della cucina c'era un bambino bellissimo,biondo con i capelli ricci a boccolo con indosso una tunichetta così bianca che sembrava brillare di luce propria. Caddi pesantemente sulla sedia più vicina,non per paura,ma per lo stupore davanti a quella visione;allora lui si avvicinò quasi come levitasse,si mise seduto sulle mie ginocchia dandomi un senso di calore e tranquillità che non dimenticherò mai,quindi,dopo avermi fatto una carezza,mi diede un bacio sulla guancia e scendendo,facendomi un largo,rassicurante sorriso,si diresse verso la cucina dove lo vidi sparire come evaporasse...(anni dopo vedendo le foto di famiglia scoprii l'identità di quel bambino,era uno dei due figli di Luciana morto per anemia mediterranea,Mauro,l'altra era Oriana,tutti e due bellissimi,biondi e ricci con boccoli naturali,e tutti e due sempre,in vita,guardanti il cielo come fossero pronti a volarne sotto forma di Angioletti,e Mauro,di poco più piccolo di me,ricordo che,mentre giocavamo e io lo spingevo dentro un baule dove erano state applicate delle ruote a sfera,si era sentito male,ricordo che Marcello lo portò di corsa all'ospedale...(e da quel giorno non lo vidi più)...Allora spensi la luce,chiusi la porta e tornai in strada dove Marco mi aspettava preoccupato,alla sua ovvia domanda risposi che non c'era nessuno e che avevo ritardato perché ero andato in bagno. Quando mia sorella Anna rientrò dal lavoro le raccontai quello che era successo,vidi che cambiava espressione e disse che la mattina dopo saremmo andati a fare la Scala Santa,che,per chi non lo sapesse,si trova a S. Giovanni,una scala di legno dove si dice sia passato Gesù quando era sotto processo e dove,sotto vetro,quasi su ogni scalino,ci sono gocce del Suo sangue;va fatta tutta in ginocchio ed a ogni gradino va detta una preghiera...Un'altra volta,verso le 23,stavo leggendo dei fumetti seduto in cucina,quando sentii che la grata di ferro fuori la finestra veniva aperta,alzato lo sguardo vidi una vecchia che cercava di entrare,la prima cosa che pensai è che fosse una zingara che rapiva i bambini,così come mi dicevano sempre per non farmi uscire dopo una certa ora,alla domanda di cosa volesse,rispose che era venuta per portarmi via,allora,preso un bastone che usavamo per arrivare a togliere le ragnatele dal soffitto,cercai di respingerla,ma lei rideva e continuava a scendere;al che aprii il cassetto delle posate e presi un coltello e una forchetta appartenuti a mia madre,a quella vista lei si impaurì dicendo di riporli e cominciò a indietreggiare,allora,fattomi più spavaldo,e sempre tenendo in una mano le posate,salii fino alla finestra e,con un bastone nodoso che era sul cortile esterno,cominciai a bastonarla sulla schiena mentre cercava di salire sul muro alto un paio di metri che portava ad un orto sovrastante per poter fuggire,io continuavo a bastonarle la schiena finché salì e fuggì. Al suo rientro raccontai la cosa a Anna,che,naturalmente rispose che avevo fatto un brutto sogno,ma il giorno dopo Nannina,la mamma di Marco,la fermò dicendole che la sera prima,affacciandosi per stendere i panni lavati,mi aveva visto che davo forti bastonate al muro...senza prenderlo!...Allora Anna scese di corsa e,fattomi vestire in fretta e furia...mi portò a fare la Scala Santa...Poi le capitò di veder levitare un cuscino aprendo la porta della camera dove dormivo,e anche se forse non c'entravo niente....Scala Santa!...E così tante altre volte,ormai avevo le ginocchia piagate e non ne potevo più,infatti cominciai a nasconderle di altre cose che mi accadevano per evitarla. Una delle ultime che ricordo fu a Priverno,una sera avevamo deciso di scappare per andare al paese poco distante dove c'era una fiera,eravamo in 7,dopo aver legato delle lenzuola una all'altra,con le quali intendevamo scendere da una finestra alta una quindicina di metri dal suolo,la facemmo provare al più 'ciccione' di noi,ma sentendo che cedeva,decidemmo di uscire dalla finestra della cantina,mentre stavamo uscendo dal dormitorio,una mano sbucò da sotto le coperte afferrandomi saldamente una coscia,liberatomi con uno strattone e con l'aiuto di 2 compagni,togliemmo la coperta per vedere chi faceva quello scherzo,ma il bambino che lo occupava dormiva e da dove era uscita la mano c'erano i piedi...con la beata incoscienza dell'età,continuammo nel piano concordato non dando peso al fatto,a me venne solo da pensare che avrei evitato la Scala Santa...

mercoledì 22 dicembre 2010

istinto felino pag.14-15

Nel frattempo a Bolzano continuavano ad esplodere ordigni con la rivendicazione da parte del gruppo 'Tirolo Unito' che cominciava ad alzare il tiro...
Agosto si presentò con la buona notizia del rilascio di un altro sequestrato,M. Fiori,tenuto prigioniero in Aspromonte per ben 520 giorni.
Ma il mare ormai mi cantava l'invito come una Sirena tentante Ulisse,Capocotta mi aspettava e ripresi a frequentarla con gli amici di sempre,questa volta Roberto era accompagnato anche dalla futura moglie e da amiche e amici della stessa,quindi la mia tendenza era di allontanarmene più spesso possibile con la scusa di andare dai soliti 'aficionados'. In una di queste fughe fui bloccato dalla bellezza sfolgorante di una ragazza che stava disegnando qualcosa,quasi tutti i 'belli' della spiaggia le ronzavano intorno ma lei non se ne curava e continuava imperterrita la sua opera. ''(Se non si fila quei 'fichi' può guardà a me?)''mi domandavo cercando la chiave della serratura che mi permettesse di arrivarci. Per indagare dovevo avvicinarla con noncuranza,vedere i suoi occhi e quello che stava disegnando,e così feci. Mi avvicinai approfittando di un 'vu cumprà' che le proponeva orecchini e braccialetti,feci finta di vedere gli orologi e di sottecchi la squadravo;occhi verdi su un viso abbronzato che li mettevano ancora più in risalto,labbra carnose protette da un lucido burro di cacao,treccine lunghe fino al fondo schiena intrecciate con fili dorati e perline colorate,il seno teso e regolare ondulante leggermente nel muoversi ma sfidante la forza di gravità nel suo essere eretto,un tanga bianco che metteva ancora più in risalto l'abbronzatura bronzea e un'aura di allegria e sensualità che l'avvolgevano faceva giustamente da calamita ai satiri presenti. Mi attrasse anche quello che disegnava,aveva una cartellina dalla quale erano scivolati fuori in parte due-tre disegni coloratissimi e che all'apparenza sembravano rappresentare l'espressione di incubi,ma a ben guardare vi si scopriva un mondo popolato da fate e gnomi vincenti su orchi e lupi mannari. Allora mi allontanai e pensai di scriverle qualcosa di significativo per elogiare quella sua arte. Il 'vu cumprà' per venderle un braccialetto le aveva chiesto il nome per poterlo applicare,aveva risposto Tiziana e ne aveva comprato uno dopo lunga trattativa. Per farle una dedica personale non c'era di meglio che farla nominale,scrissi il suo nome per lungo e buttai giù di getto:

                                                  T reccine al vento a rinverdir l'arcano
                                                   I stinto primordiale di natura,
                                                  Z ombi mostruosi conquistanti l'umano
                                                   I n mano tua non fanno più paura;
                                                  A cqua forte,tempere,colore tenue o cupo
                                                  N on hanno per te segreto e mistero alcuno
                                                  A vendo l'istinto nel forgiar in agnello il lupo.


Scritto l'omaggio si poneva il problema di darglielo,non ero abituato ad andare diretto a rompere,inoltre la timidezza mi bloccava,temevo di fare una figuraccia davanti ai 'mosconi' che non accennavano ad arrendersi. Attesi pazientemente poi pensai che gli amici mi avrebbero dato per disperso o,peggio,mi sarebbero venuti a cercare,allora afferrai il coraggio a due mani e mi diressi con decisione dove era accampata,'' Senti,mi sentivo di scrivertelo e l'ho fatto,mi sarebbe spiaciuto non vederti più e non dirti quello che pensavo,comunque tieni e se pensi che potremmo anche conoscerci meglio,cosa che mi farebbe piacere,me lo dici dopo quando ripasso...se ci sei ancora,d'accordo?Ciao e buon sole...'' detto questo le diedi il biglietto mi voltai e tornai dagli amici senza voltarmi.
Tornato dagli amici giocai a racchettoni con Roberto,ma tenevo un occhio puntato sempre dalle parti di Tiziana,speravo non se ne andasse troppo presto,finito con i racchettoni ci facemmo un bagno rinfrescante e quando dissi che facevo un altro giro Roberto insistette per giocare a scacchi mettendo in palio il gelato per quattro che sarebbero stati pagati dal perdente,fui costretto ad accettare per non passare da guastafeste e facemmo il torneo su tre partite. Le partite furono abbastanza lunghe,quando finimmo ero ormai convinto che fosse andata via,stava anche tramontando il sole e cercavo di consolarmi pensando che forse sarebbe tornata un altro giorno.Preso il gelato dissi che andavo a salutare un amico che avevo incontrato prima e lasciai la compagnia. Con mia grande sorpresa vidi che Tiziana era ancora lì,aveva intorno tre guardoni e/o pappagalli sistemati in posizione strategica ma era sola sull'asciugamani.''Ciao,disturbo? L'hai già buttato quel pensiero?'' dicevo avvicinandomi,'' Ciao,non andavo via perché avevi detto che saresti ripassato,stò facendo anche tardi per la cena. Buttarlo?Ma vuoi scherzare?Mi piace e mi ha fatto piacere leggere quello che mi hai scritto,grazie,lo terrò sempre con me.'' ero esaltato e gratificato da quanto diceva,''Pensi che potremmo diventare amici?Magari dopo esserci frequentati un po',che ne pensi?'' ''certo,mi farebbe piacere,dammi il numero di telefono,il mio l'ho segnato li'' rispose dandomi un suo disegno con dietro scritti dedica e telefono,'' Non sapevo il tuo nome,aspetta,dimmi...'' così dicendo riprese il disegno e aggiunse il nome nello spazio lasciato libero nella dedica. Era già pronta per andare,ci salutammo con un bacetto e raccomandandosi che la chiamassi presto,affrettandosi si diresse all'uscita dalla spiaggia.
Tornando dagli amici pensavo che l'avrei chiamata presto perché mi piaceva troppo,e pensai anche che quello era un altro modo per conoscere e che certo lo avrei usato spesso.
L'occasione che poteva rivelarsi magica era il ferragosto con relativa festa in spiaggia condita dal bagno di mezzanotte che si sarebbe celebrata due giorni dopo. Le telefonai la mattina seguente ed ebbi la fortuna di trovarla a casa e anche che lei si rivelò felice della chiamata:''''Ciao,pensavo di fare una passeggiata a V. Sannio per vedere se trovo qualche 
oggetto simpatico,ti va di accompagnarmi o vai al mare? '' le domandai,''No oggi niente mare,oggi avevo deciso di restare in casa a dipingere,ma vengo volentieri perché può darsi che trovo un cavalletto in buone condizioni visto che il mio si è rotto. Mi faccio la doccia quindi diciamo che ci vediamo tra un'oretta va bene?'' acconsentii,mi feci indicare il luogo dell'appuntamento e mi ci diressi immediatamente temendo do arrivare tardi. Puntualmente oltre due ore dopo arrivò,comunque ero contento anche se non mi piace aspettare. Girammo per le bancarelle fino all'ora di pranzo,lei aveva trovato un cavalletto per dipingere quasi nuovo e tirando sul prezzo a suo dire aveva fatto un buon affare,e su una bancarella di libri usati aveva acquistato un cofanetto di poesie di Trilussa che mi regalò anche se mi schernii dicendole che non era il caso,ma non volle sentire ragioni,quindi proposi che in cambio le avrei offerto il pranzo,accettò e mi diressi verso Frascati intenzionato a fermarmi a qualche trattoria tipica della zona.

istinto felino pag.15-16

Il pomeriggio mi feci accompagnare agli stabilimenti della De Paolis dove facevano la scelta per un film americano,chiaramente avendo una bella fica vicino,il solito capogruppo marpione non esitò ad assumermi,soddisfatto le proposi una passeggiata per i negozi di V. Tiburtina,mi aveva detto che quella sera sarebbe rimasta a casa per provare il nuovo cavalletto ma che il ferragosto lo avremmo passato insieme al mare quindi verso sera l'accompagnai a casa e rientrai speranzoso augurandomi che il giorno successivo sarebbe passato in fretta.
Finalmente passavo una giornata al mare solo con lei,cercai un posto distante da dove solitamente mi fermavo con gli amici,Capocotta nella sua geografia aveva una divisione territoriale quasi delimitata naturalmente,ogni centoventi metri circa c'era un chiosco costruito come quelli che si possono ammirare sulle spiagge caraibiche,alcuni più grandi con capanno-ristorante annesso,altri solo chiosco tipo edicola ed ognuno ospitava personalità diverse,noi andavamo al 'Capanno Giallo' che aveva tavoli a sufficienza per definirlo ristorante,la gente che lo praticava era per la maggior parte etero anche se omosessuali di ambo i sessi si mischiavano tranquillamente sempre però rispettando il luogo,alla sinistra c'era 'Er Zagaglia' da dove si elevavano nuvole di 'fumo' conseguenza delle continue 'canne' consumate,mentre alla destra dopo il chiosco di un altro amico,'Er Divino', l'ambiente era occupato quasi completamente da coppie gay che a volte se ci facevi una passeggiava ti capitava di vedere tranquillamente abbracciarsi e baciarsi (e a volte anche copulare) senza alcun problema,oltre c'era la zona delle lesbiche che si comportavano allo stesso modo dei suddetti,e l'ultimo pezzo di spiaggia prima delle spiagge ancora demaniali tornava ad essere prerogativa di etero. Nello stesso modo erano quelli dopo 'Er Zagaglia' fino all'ultimo pezzo che costeggiava il 'Villaggio Tognazzi'. Scelsi quest'ultimo tratto di spiaggia anche se per la sera a cena saremmo andati al 'Capanno Giallo' dove avevo detto ad Enzo il proprietario,ormai amico di lunga data,che gli avrei portato le telline che avevo intenzione di raccogliere per farci una spaghettata di quelle che solo lui sapeva preparare,
prima di partecipare al lupanare notturno che anticipava il bagno collettivo della mezzanotte,e così avvenne,mentre Tiziana dipingeva seduta sotto un ombrellone che un mio amico 'Er Pirata' le aveva gentilmente messo a disposizione,io dragavo il fondo del mare dove ogni volta che infilavo le mani sotto la sabbia riuscivo a raccogliere 2-3 telline che mettevo in una bottiglia,entro il pomeriggio ne avevo 6 bottiglie piene,sarebbe stato contento anche Enzo che le avrebbe certamente vendute come sue guadagnandoci...Tre bottiglie extra le conservai per casa supponendo che fresche in quel modo non le avrei certo trovate al supermercato.
'Er Pirata' era un tipo particolare,innamorato del mare e di Capocotta in particolare si era messo in malattia,quindi in aspettativa ed infine si era licenziato dal Monopolio di Stato dove lavorava da anni per vivere in una tenda sulla spiaggia durante tutto l'anno. Anche d'inverno quando mi capitava di fare una passeggiata con amici per respirare l'aria salmastra sotto un pallido sole,non era difficile vederlo correre con il suo cane sulla spiaggia in costume per ore,'Er Pirata' era il soprannome datogli da tutti perché una bandiera col teschio era piantata da sempre accanto alla sua tenda,eravamo amici ma credo di non aver saputo mai il suo nome...Anni dopo lui e 'Er Divino' altro soggetto particolare,avrebbero aperto un chiosco
Dopo la cena a base di spaghetti e telline cucinati in modo magistrale e accompagnati da una croccante frittura mista col tutto innaffiato da un fresco vino bianco dei Castelli Romani e due caffè forti e vigorosi,con Tiziana decidemmo di fare una passeggiata in riva al mare,un po' per digerire ma anche per allontanarci dal caos che si stava creando nell'ambiente in attesa della imminente festa. Passavamo accanto a falò accesi circondati da ragazzi che rollavano,coppie che cominciavano a baciarsi e allacciarsi senza remore pregustando il seguito della nottata e ballerini improvvisati che con la bottiglia in mano si esibivano in passi di danza che nelle loro intenzioni avrebbero dovuto essere sensuali,mentre gruppi qua e là storpiavano canzoni accompagnati da chitarre stonate o strimpellate fuori ritmo.
Camminavamo scalzi sulla sabbia tiepida tenendoci stretti come fossimo fidanzati,forse il vino bevuto che ci aveva riscaldato internamente provocava la reazione contraria all'esterno,stringendosi lei disse''Ho un po' di freddo'' le misi l'asciugamani sulle spalle abbracciandola cercando di darle più copertura possibile, ''Non è necessario che facciamo il bagno,se vuoi torniamo al 'Capanno' che è più riparato'' mentre le rispondevo lei si diresse verso l'acqua per saggiarne la temperatura,''E' calda,forse si sta meglio dentro.. ''e mentre lo diceva si toglieva reggiseno e gonna restando completamente nuda.''Dai vieni,tuffati anche tu' diceva mentre correva felice come una bambina nell'acqua scura sollevando spruzzi argentati. La guardavo mentre mi spogliavo e sistemavo i miei e i suoi vestiti accanto all'asciugamani che avevo steso in terra,pensai che era un peccato non poter fissare quell'immagine in una sequenza fotografica tanta erano la poesia e la naturalezza animale che sprigionava la scena..Mi tuffai e nuotai fino a raggiungerla,''Credevo non venissi più'' disse avvicinandosi e stringendomi forte pretendendo quel bacio appassionato che ancora non ci eravamo scambiati,la luna piena sembrava creare un paesaggio spettrale semovente anche se il mare era calmo e piatto come non mai,quell'impressione doveva averla avuta anche lei che amava dipingere quelle scene per poi farle sbocciare in trionfo di vita. Mentre ci baciavamo sentivo che si era lasciata andare alla gravità che le faceva sollevare le gambe fino ad aggrapparle ai miei fianchi,ora i nostri sessi si erano presentati e lei aveva invitato il mio ad entrare nel suo accogliente nido,non avevo mai fatto all'amore dentro l'acqua perché pensavo che avrebbe potuto procurare problemi nell'atto,invece sentivo ancora più distinta la differenza del calore che trovavo dentro lei e sentivo quasi fosse fatto su misura il contatto del pene con le sue pareti fino al glande che le strusciava l'utero. Il piacere era veramente intenso e pensai che quella volta sarebbe stato impossibile trattenermi,glielo dissi e mi sussurrò che prendeva un anticoncezionale e quindi potevo venire tranquillamente,cosa che feci stringendole forte le natiche mentre le baciavo il seno e lei mi piantava le unghie dietro la schiena emettendo gemiti di piacere fra un morsetto e l'altro che dava ai miei lobi. Rimasi dentro lei che continuava a stringermi fra le sue cosce per non perdere un attimo di quel piacere mentre abbandonandoci ci facevamo cullare dall'acqua complice del goduto amplesso.
Tornammo a Roma e venne a casa mia dove fino all'alba continuammo ad amarci,quando verso le 11 decidemmo di fare colazione perché lei per pranzo doveva rientrare a casa le dissi:'' Sei stupenda,questa notte torni a dormire da me?'' e lei ridendo ma decisa:'' No grazie,stanotte vorrei DORMIRE...''anche se mi spiaceva restammo d'accordo che ci saremmo sentiti presto e l'accompagnai a casa.
Mentre a Bolzano un attentato ad una condotta dell' E.N.E.L. fortunatamente non provocava vittime,nell'Adriatico si verificava un fenomeno che metteva in crisi gli operatori del settore balneare,la mucillagine non trovando sbocchi essendo quella parte di mare chiusa come un grande lago si riversava sulle spiagge causando problemi di fetore per il marcire delle alghe e di pericolosità per i bagnanti che fuggivano disgustati.
Frattanto sempre presso Bolzano,a Brunico, ci fù il ritrovamento di 31 candelotti di dinamite che per fortuna non esplosero,posizionati sotto un traliccio dell'E.N.E.L.
Continuai a vedermi con Tiziana per tutto il mese,sapevamo entrambi che era una storia estiva destinata a finire,e forse per questo ogni attimo che passavamo insieme era intenso e appassionato quasi per scolpirselo dentro per portarlo come dolce ricordo per sempre.
Un lutto che causò un'altra grande emozione in tutti gli italiani cadde letteralmente dall'alto,a Ramstein in Germania,durante un'esibizione delle Frecce Tricolori,nell'eseguire una figura qualcosa andò storto e tre aerei si scontrarono incendiandosi immediatamente,mentre due di questi cadevano ai lati della folla,il terzo la centrava in pieno causando la morte immediata e successiva di 67 persone fra le quali bambini e famiglie intere oltre quella dei tre piloti. La decisione dopo quell'evento fu da allora in poi di tenere quelle manifestazioni a distanza di sicurezza dalla folla.
La conferma che a colpire il D.C.9 che causò la strage di Ustica e data come Sacra Rivelazione da esponenti politici non provocò nessun 'OOOHOOOH...' di meraviglia dato che era quello che si diceva e del quale si discuteva da anni nei bar,quella che ancora si aspettava era la rivelazione della firma dei mandanti e degli autori del reato,col passare degli anni altre verità già conosciute verranno propinate col contagocce ma per conoscere i veri colpevoli bisognerà forse aspettare che siano deceduti tutti gli interessati che ormai-purtroppo non potranno più essere puniti...
Fine settembre,l'anno si avviava stancamente a concludersi,lavoravo a fiction e film vari e vivevo come mi era capitato più volte storielle di una notte o al massimo di un paio di giorni,non cercavo grandi e shoccanti storie perché la testa era rivolta alla nuova avventura che avevo accettato di intraprendere l'anno successivo ad Avezzano.
Seguivo con interesse quelli che erano i frequenti viaggi di Papa Giovanni Paolo II e quando nei posti da lui visitati avvenivano cambiamenti o si intravvedevano novità positive,mi rendevo sempre più conto del grande carisma legato alla sua umanità e simpatia e mi convincevo sempre più del potere e la forza della fede quando viene proposta perché si è convinti di essere nel giusto.
Anche se la cronaca continuava a proporre omicidi di mafia come quelli del giudice A. Saetta presidente della corte di appello di Palermo ucciso insieme al figlio Stefano mentre percorrevano la Statale Agrigento-Caltanissetta e l'omicidio da parte di frange terroristiche avvenuto a Trapani di M. Rostagno ex leader di lotta continua divenuto responsabile della Comunità di recupero Saman.
A Mosca M. Gorbaciov diventava capo del Soviet Supremo continuando così la linea di glasnost intrapresa anni prima,mentre il mese successivo l'artefice in parte di quell'inizio di cambiamento R. Reagan veniva scalzato dalla presidenza da G.H.W. Bush che diventava così il 41° presidente degli Stati Uniti.
In Italia scoppiava l'ennesimo scandalo,questa volta riguardava mazzette per le forniture alle ferrovie dello Stato,lo scandalo soprannominato delle 'lenzuola d'oro',portò alle dimissioni del responsabile del consiglio di amministrazione dello stesso L. Ligato.
A dicembre come quasi ogni fine anno un evento naturale catastrofico si verificò in Armenia,dove un terremoto provocò la morte di oltre 30.000 persone lasciandone oltre 400.000 senza tetto.
L'ennesimo attentato terroristico,questa volta a livello internazionale,coinvolse un aereo della Pan Am sul quale esplose una bomba nei pressi della cittadina di Lockerbie,in Scozia,le vittime furono i 259 presenti sull'aereo e 11 abitanti della cittadina colpiti dalla sua caduta,gli U.S.A. e la Gran Bretagna attribuirono l'attentato alla Libia...
L'anno finì però con una buona notizia,la lunga guerra Iran-Iraq durata 8 anni nei quali si erano contati un milione e mezzo di morti finiva ponendo fine ai timori di un allargarsi del fronte in Oriente e a un possibile intervento delle forze N.A.T.O.
1989 un anno topico.

istinto felino pag.23-24

Il carnevale impazzava fra scherzi idioti a base di lanci di uova marce o schiumate da bombolette varie,non lo festeggiavo spesso ma quella volta decisi di travestirmi da cavernicolo,preparai delle scarpe con pezzi di agnellone tenuto fermo da corde di paglia intrecciate,con due pelli di leopardo coprii l'indispensabile anche per non soffrire troppo il freddo,indossai una collana di conchiglie e sostituito con un osso il diamantino che era nel lobo cotonai i capelli e mi sporcai il viso di cenere e terra,l'effetto fu che quando mi guardai allo specchio fui il primo a spaventarsi,non credevo che i capelli arrivassero a quell'altezza (c/ca 30 cm.) e che l'effetto nell'insieme fosse da 'Il Pianeta delle scimmie',
comunque come dicevo sempre,se ti mascheri da qualcosa devi farlo in modo il più realistico possibile,quindi i cavernicoli indossavano le mutande? No,allora via le mutande. Presa la lancia di Ebano che un amico mi aveva portato anni prima dal Ghana mi avviai alla festa organizzata in una villa sulla Via Cassia.
Devo dire che il mio ingresso non passò inosservato,grasse risate e complimenti per il costume e 'si dia inizio ai lazzi e frizzi' al suono di musica assordante,luci stroboscopiche e nuvole continue di coriandoli;e poi quell'abbigliamento mi permise immediatamente di entrare in sintonia con una ragazza vestita da indigena con la quale sembrava ci scambiassimo una ancestrale intesa:''Sembri quasi un guerriero della mia tribù'' fu il suo approccio,e ridendo aggiunse:''Sei anche tu di quei guerrieri che prendono per i capelli le femmine e le trascinano nella loro tenda?'' e condiva il tutto con una risata allegra mostrando denti bianchissimi dietro labbra morbide e ben disegnate,il gonnellino di paglia che indossava ad ogni passo o movimento nel ballare lasciava intravvedere cosce levigate e sode,non sapevo se anche lei era votata alla stessa mia teoria che il costume dovesse essere realistico fino all'eccesso,quindi non sapevo se indossasse gli slip che ancora non si riuscivano a scorgere per quanto si muovesse,ma la cosa certa è che ero intenzionato a scoprirlo:''Non proprio per i capelli,ma in caso di disobbedienza la costringo ad inginocchiarsi di fronte a me fino a che accetta di essere la mia schiava...''capivo che il sottinteso poteva apparire pesantemente scurrile,ma la sua risposta mi rassicurò sull'impressione che avevo avuto vedendo quel faccino d'angelo all'apparenza puro e ingenuo:''Mmmm...posizione interessante ma non ne saresti capace..''così dicendo si voltò ridendo e si diresse dove erano parcheggiati bevande e viveri assortiti. La seguivo con lo sguardo,era veramente ok. Fu subito attorniata da un paio di pirati,da un texano biondo e slavato e da un 'Calimero' che perdeva pezzi di vestito e con il becco ormai mozzo,''Hai detto aranciata amara e una pizzetta rustica vero?''disse rivolgendosi a me:''Grazie cara'' risposi e questo bastò a fare evaporare le maschere che la attorniavano. Dopo un paio di balli e trenini formati appositamente per tastare le femmine che avevano la sventura di capitare davanti a sfigati perennemente arrapati,le chiesi se le andava di farci un giro per V. Veneto dove solitamente si svolgeva una sfilata di maschere e dove non era difficile incrociare anche gente nota,accettò con entusiasmo e ci avviammo verso le macchine,le dissi di lasciare la sua sotto casa mia che era di strada,lasciò la macchina e traslocò sulla mio spider cabrio. La serata si era fatta più tiepida,e dirigendoci verso il centro scoprimmo che con la capote sollevata non solo non si gelava ma ci divertivamo anche di più. Arrivati nei pressi di V. Veneto i pizzardoni che ne impedivano l'accesso stranamente ci fecero passare,scoprimmo subito il perché,il tema della sfilata delle maschere erano gli anni '60-'70 e con quella macchinetta ci rientravo ad 'hoc'. Ci trovammo tra una folla di pazzi colorati e danzanti che lanciavano coriandoli e cantavano improbabili canzoni carnevalesche mischiando stornelli romaneschi a slogan femministi urlati da voci bianche provenienti da gruppi di gay e trans che approfittavano dell'occasione per uscire allo scoperto approfittando dell'evento,e a inni Hippy bandiere dell'epoca delle contestazioni inneggianti al 'non fate la guerra fate all'amore'. Altre macchine d'epoca che incrociavamo o ci precedevano erano veri e propri gioielli meccanizzati,opere d'arte che con il luccichio degli ottoni o i predellini esterni per salirvi uniti al mogano dei cruscotti e alla pelle dei sedili facevano rivivere momenti di esaltazione creativa nell'ammirarle. Mentre avanzavamo lentamente in quella marea in movimento perenne eravamo bombardati da coriandoli che pensavo quanta fatica mi sarebbe costata ripulire dalla vettura,ma ci divertivamo a scambiare battute con i passanti e non obiettai neanche quando Supermen e Supergirl adducendo la scusa che avevano le gambe gonfie dal troppo camminare,si accomodarono sui sedili posteriori emettendo un grosso sospiro di sollievo. Ci fermammo in un bar famoso nell'epoca della 'dolce vita' dove dopo una mezz'ora circa riuscimmo a farci servire un caffè,quindi salutati i 2 supereroi che 'volarono' per tuffarsi di nuovo in mezzo alla folla,decidemmo di tornare alla base. Giusi,l'indigena che aveva affrontato con me quell'avventura,era una ragazza di 26 anni ma ne dimostrava cinque di meno,occhi marroni con un taglio particolare,grandi,scrutatori e leggermente obliqui all'insù,il nasino 'alla francese' sovrastava labbra carnose e invitanti:''Allora devo prenderti per i capelli e trascinarti nella mia caverna con forza o vieni docile e remissiva senza fare storie?'' le chiesi scherzando,''Non lo so,ma se sai essere convincente...''rispose ridendo,''..e comunque da indigena abituata alla giungla so difendermi prima di cedere..''aggiunse assumendo una posa quasi di sfida stringendo le mani a pugno e facendo finta di picchiarmi,era troppo simpatico vederla scherzare in quel modo,afferratole i polsi avvicinai le labbra alle sue che arretrava fino a trovarsi con la nuca bloccata dal vetro del finestrino,a quel punto ricambiò il bacio,le lasciai i polsi permettendole così di abbracciarmi e mentre le lingue giostravano felici,con la mano le scesi sulle cosce non difficili da raggiungere perché quel gonnellino gliele lasciava generosamente scoperte,risalendo più su scoprii che anche lei la pensava come me sulle maschere,massimo realismo,di indigene con le mutandine non si era mai sentito dire,quindi... le accarezzai il pube lei allargò leggermente le cosce per poi serrarle quando provai ad infilare un dito,''No dai,è bello così ma non ne ho voglia...'' ''(Ma porca putt...)''pensai.''(...capisco che un po' di scena è quasi d'obbligo,ma dal momento che mi baci così e mi permetti di arrivare a tastarti intimamente a che serve fingere?)'' senza togliere la mano,anzi,infilandola a fondo tra le cosce fino ad arrivare a carezzarle l'attaccatura con i glutei,le sussurrai cercando di essere il più suadente possibile:''Ok,d'accordo,ma allarga leggermente le cosce dai voglio appurare una cosa,stai tranquilla non ti forzo..'' forse incuriosita da quello che intendevo appurare,o forse non aspettando altro per cedere,si rilassò completamente ed io ne approfittai per metterle velocemente il dito dentro facendolo muovere con l'arte che avevo imparato bene nel tempo,sulle pareti interne fino all'altezza delle ovaie.''Sei un laghetto,come fai a dire che non ne hai voglia?'' non rispose perché presa a cercare anche lei sotto la pelle che indossavo di capire se anche io seguivo quella forma di realismo,e quando lo scoprì lo afferrò con cupidigia emettendo un sospiro di piacere mentre cominciava a cambiare di colore sul viso per il sangue che pulsava più freneticamente nell'attesa di riceverlo tutto e di diventarne la padrona-schiava. In macchina e col rischio di passanti che potessero sbirciare non era il massimo,ma non volevo ancora interrompere quel magico momento prima di portarla a casa che distava una decina di metri da dove ero posteggiato,le scendevo sul collo baciandolo e mordicchiandolo,mentre lei lo tirava verso se quasi volesse staccarlo allargando completamente le gambe e facendo scivolare il bacino fino a farmi temere che il mio posto lo prendessero il cambio o il freno a mano che ormai doveva sentirsi premere sul fondo schiena. La macchina era stretta e scomoda per farci all'amore,senza contare quegli aspiranti guardoni che potevano passare,ma qualcosa potevo fare per lasciarle dentro la voglia senza correre il rischio di fargliela passare nel breve tragitto fino allo 'scorticatoio'. Afferrandole i glutei la sollevai,e mentre scivolava con la testa fino a spazzare il tappetino e senza mollare il mio pene,anzi,usandolo per sorreggersi meglio,scivolai dal seno che stavo baciandole con gusto giù fino alla pancia finendo per disperdere la lingua nella vagina succosa e spandente abbondante umore che trovai gradevole al sapore e odore e che leccai avidamente per lungo tempo. Sentii che si stava struggendo dalla voglia di sentirsi presa quando iniziò a muovere il ventre quasi in preda ad un attacco somigliante all'epilessia,mentre ormai non solo continuava a stringerlo forte ma sembrava quasi cercasse di spezzarlo per poterne usufruire liberamente. Mi staccai contro voglia da quella produttrice di dolce nettare,le sollevai la testa aiutandola perché pericolosamente incastrata,scesi dalla vettura,le aprii la portiera fermandola prontamente per evitare che cadesse perché quella posizione che aveva tenuto a lungo certo le procurava sbandamenti,e quando vidi che si stabilizzava l'aiutai ad alzarsi e cingendole la vita mentre lei si teneva stretta come per paura che fuggissi,mi diressi verso casa. Non facemmo quasi in tempo ad entrare che diventò lei guerriera,sbattendomi prepotentemente sul letto alzò la pelle che mi ricopriva e si sedette pesantemente sopra il mio pene facendolo scomparire dentro lei in un istante,eravamo presi da un forte impeto animalesco per raggiungere quel godimento che ci eravamo promessi stuzzicandoci in macchina,e credo che se qualcuno avesse avuto l'occasione di vederci in quei momenti non avrebbe dubitato sul fatto che potessimo essere veramente due cavernicoli scaraventati da chissà quale buco temporale in quella epoca. Facemmo sesso in tutti i modi e anche quando esausti ci sdraiammo l'una accanto all'altro,continuava a stringerlo come avesse paura che improvvisamente potesse volatilizzarsi. L'ultima cosa che pensai fu quanto avevo riflettuto già una volta nel passato,la fortuna delle donne che con la gonna godevano di una praticità estrema nell'affrontare anche le più estemporanee avventure che potevano capitare pure inattese,e riflettei anche per qualche secondo sulla probabilità che la gonna permettendo una libertà maggiore non comprimendo il sesso e l'aria che poteva scorrere libera fra le cosce,contribuivano sicuramente alla voglia di fare all'amore. Il suo viso poggiato sulla mia spalla e quei pensieri furono le ultime cose che rammento prima di cadere in un sonno profondo...Mi svegliai e sentii un buon odore di caffè,e sentivo anche la sua lingua che scorreva sul pene che aveva ripreso a stringere come se non avesse mai smesso dalla notte appena trascorsa,'' Che bello svegliarsi così...magari accadesse tutti i giorni...''mi trovai a ripetere quello che già in precedenza avevo sentito dire dalla vecchia e mai avuta Maura quando la svegliai. ''Credo sia meglio spegnere il gas,il caffè è già stato tostato'' le dissi sollevandole la testa e dandole il bacio del buongiorno mentre mi alzavo per versarlo nelle tazzine. A volte mi era capitato che svegliandoci il giorno dopo quella che avevo a fianco non fosse quella super-fica che sembrava essere la sera prima,ma lei notai con piacere che forse era anche più bella e non solo di viso,ne fui contento e la giornata già tinta di rosa sembrava dovesse aprirsi a qualche buona novità tanto l'ottimismo mi imperava dentro,''Certo non posso andare a casa vestita così,''disse interrompendo i miei pensieri,'come posso fare?hai qualche idea?'' la mia prima idea era quella di non mandarla a casa subito quindi di rimandare il problema a 'dopo' acconsentì ridendo mentre faceva scorrere la lingua sulle labbra e riprendemmo la ginnastica interrotta la notte precedente dall'intervento di un dispettoso Morfeo. Nei tre giorni seguenti non ebbe bisogno di vestiti,ma come tutte le cose belle anche quella doveva avere una sua fine,trassi dall'armadio un kimono che mi aveva regalato un amico e glielo porsi,in pochi minuti,aiutandosi con qualche spilla da balia ben nascosta e con una cinta a 'fusciacca' di pelle che avevo portato insieme ad altri capi a casa dopo la chiusura del negozio,ne trasse fuori un mini abito che indossava con naturalezza e che la rendeva veramente sexy e desiderabile,inoltre il saperla senza mutandine che certo non sapevo come rimediare,mi eccitava ancora di più,''Come ci stò?''
mi chiese assumendo una posa sbarazzina e da bambina dispettosa,avvicinandomi risposi che era una favola,e mentre lei che aveva la mia stessa voglia arretrava fino a sedersi sul tavolo allargando le gambe,le presi le caviglie che sollevai fino ad avere quella visione di fiore spalancato che non aspettava altro che di essere riempito,la penetrai ancora e ancora fino ad urlare quasi contemporaneamente il nostro godimento,frenato da parte mia solo per un istante,il tempo di toglierlo e girarla velocemente per espellere nel 'lato b.' tutto il piacere che mi aveva procurato. Quando finimmo andò in bagno,quindi sistemò con cura il vestito e,preparatomi anche io uscimmo,l'accompagnai alla sua macchina e passammo più di un'ora a salutarci,avevamo scoperto che era molto difficile staccarsi ed entrambi sapevamo che non ci saremmo più rivisti,le dissi di tenere il kimono come mio ricordo e dopo esserci baciati appassionatamente rimasi a seguire con lo sguardo la macchina che si allontanava fino a sparire dietro una curva...(pausa)...
Quinta riflessioneEro sempre più convinto di essere un oggetto che amava piacevolmente essere usato da donzelle che captavano che avrebbero potuto usarmi per sfogare le voglie ,anche le più nascoste che erroneamente nascondevano al partner abituale per non essere mal giudicate,sapendo che non gli avrei mai procurato problemi di nessun genere e che se dicevo che sarei sparito dalla loro vita qualora lo avessero voluto non era solo un modo di dire ma la realtà,e che inoltre non ero del genere che assilla con telefonate continue e con richieste di incontri,e questa credo sia stata la mia forza e arma migliore che mi ha permesso di vivere storie varie e anche di amore non convenzionale,inoltre avendo la già citata viltà che mi impediva di aprire completamente il mio cuore cercando l'amore duraturo,amavo veramente tutte pur non Amandone nessuna,e se una storia nasceva e finiva in una notte o in tre mesi,ero pronto a cercarne un'altra che ero certo avrei amato come nello stesso modo ne avrei accettato la precoce fine. Ma quello che mi spinge a riportare questa elucubrazione è l'aver appurato che la fortuna ha un ruolo più che vitale nel corso dell'esistenza,anche se dell' A.I.D.S. se ne sarebbe parlato in modo più frequente e martellante qualche anno dopo (per poi dimenticarsene troppo in fretta),non era scontato che non rischiassi di ammalarmici visto il mio affrontare i rapporti liberamente e senza protezione alcuna con ragazze che certamente vista la facilità con la quale mi si donavano,non erano ne vergini o di primo pelo ne votate ad uno soltanto,non ho mai avuto la presunzione di pensare che le conquistavo perché fascinoso o bellissimo,tutt'altro,e lo stesso non essere presuntuoso mi faceva essere certo che lo facessero per loro stesse quando ne avessero avuto la necessità,con chiunque avrebbe avuto la fortuna di bussare alla loro porta quando erano particolarmente eccitate e vogliose di soddisfare il richiamo della loro 'natura'. Ma questa è una riflessione che mi sarei posto molto tardi per-col senno di poi-gioire nell' aver avuto quella fortuna che purtroppo tanti,troppi,non avranno. ...(ripresa)...In Iran Komeini lanciò un anatema raccolto da tutto il mondo Musulmano verso lo scrittore S. Rushdie,minacciato di morte per aver scritto un libro analizzante il Corano intitolato 'I versi Satanici',minaccia che costringerà lo scrittore ad una vita di recluso sempre sotto scorta e consapevole di non poter mai ottenere la grazia...
Nel processo per la strage di P.zza Fontana svoltosi a Catanzaro la sentenza fu di assoluzione per S. Delle Chiaie e M. Fachini,entrambi assolti.
Mentre a Firenze si concludeva il processo per la strage del rapido 904 con 5 condanne all'ergastolo a criminali e ad alcuni appartenenti all'eversione neofascista. Strano come processi di carattere non politico o di bassa mafia si concludessero con il riconoscimento delle pene mentre altri implicanti politici o potenti boss e terroristi immanicati politicamente,non trovavano mai il modo di concludersi o di riconoscerne con certezza esecutori e mandanti...
La conferma di questo pensiero la ebbi qualche giorno dopo,sulle note della canzone 'Io ti lascerò' con la quale F. Leali e A. Oxa vincevano il festival di S. Remo,la procura di appello concedeva l'assoluzione a tutti i processati per la Strage di P.zza Della Loggia...
Poco dopo nasceva un nuovo servizio che col tempo avrebbe cambiato le abitudini di vita di quasi tutta l'umanità,nasceva ufficialmente Internet che con la sigla w.w.w: (world wide web)presentata ufficialmente da T. B. Lee,permetteva il collegamento globale della rete con tutte le prospettive di informazione,collegamento,commercio e quanto altro non più relegati in spazi ambigui ma abbraccianti l'intero globo.
Uno scandalo coinvolgeva il sindaco di Roma P. Giubilo costringendolo alle dimissioni essendo inquisito in irregolarità nel servizio delle mense scolastiche. Mentre la fine del primo trimestre dell'anno vedeva soffiare venti di guerra ai confini dove Pristina,nel Kosovo,veniva occupata da carri armati,preludio di quanto sarebbe accaduto poco tempo dopo.
Si avvicinava il matrimonio di Roberto,per quanto amici e parenti si fossero impegnati nello sconsigliarlo o quanto meno ad attendere ancora per essere certo che quella fosse la cosa più giusta da fare,lui era deciso ad andare dritto per la sua strada. Non che ce l'avessi con lei,ma mi era diventata cordialmente antipatica per la sua idiosincrasia che la portava ad essere decisa nel troncare radicalmente la nostra amicizia che proprio non riusciva a sopportare accusando me di monopolizzare Roberto e lui di rubarle il tempo che passava con me,fino al punto di seguirlo anche dopo che erano stati insieme fino alle due di notte per poi aggredirlo pesantemente perché invece di andare a dormire passava da me per fare qualche partita a scacchi e due chiacchiere e trattandolo come uno straccio vecchio facendo piazzate da mercato a casa mia,cosa che non accettavo e che non riusciva ad evitare anche se le avevo detto più volte di cambiare atteggiamento. Ma il massimo dell'ipocrisia fu quando venne a casa mia per pochi minuti da sola per poi telefonare a Elisa che avevo fatto lo sbaglio di presentarle,dicendole che ci avevo provato e che certo bell'amico che ero per Roberto. Combinazione chiamavo Elisa poco dopo,''A Renà ma che combini,ma è possibile..''furono le sue prime parole

istinto felino pag32-33

Agosto si avviava alla fine,dovevo tornare ad Avezzano per ricominciare a guadagnare qualcosa,comunque il clima ancora prometteva di mantenersi al bello per un altro mese quindi mi ripromisi di passare i fine settimana al mare per godere fino l'ultimo raggio di sole. Con Rosanna eravamo d'accordo di sentirci quando rientravo,ma dopo un paio di settimane praticava un ragazzo seriamente (così disse) e la storia finì.
A Salgaredo presso Treviso durante una esibizione aerea un caccia sovietico si schiantò al suolo,morirono il pilota e un addetto al servizio d'ordine,le misure precauzionali prese dopo l'incidente che aveva coinvolto le 'Frecce Tricolori' avevano evitato la strage,infatti erano presenti almeno 30.000 spettatori.
Qualcosa si andava incrinando in uno dei tanti misteri italiani. A Roma la commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi accusava organismi politici e autorità militari di aver depistato le indagini concernenti la strage di Ustica. Non era il caso di urlare al miracolo anche perché dopo altri anni non se ne sarebbe venuti a capo,ma l'incrinarsi la cappa di omertà circondante il 'Palazzo' faceva sperare che le cose potessero instradarsi in un binario più corretto e lineare nei rapporti Potere-Cittadino...Pia illusione...
Verso la metà del mese rientrando dal mare salutavo Roberto dandoci appuntamento al Pub53 dopo aver cenato per andare a farci una steccata al biliardo. Fatta la doccia e cenato mi diressi verso la macchina parcheggiata davanti alla fermata dell'auto e mentre aprivo la portiera notai una biondina che attendeva il bus semi nascosta dietro un albero: ''E' domenica sera,già non passano quasi il giorno,a quest'ora la vedo dura,comunque se vuoi ti accompagno a casa...''buttai lì salendo in macchina. Non mi aspettavo risposta ne mi interessava più di tanto,ero partito per andare a fare una partita quindi ero tranquillo.
Stavo mettendo in moto quando sento bussare sul finestrino,lo abbasso e:''Se puoi veramente accompagnarmi mi fai un favore,sono quasi 40 minuti che aspetto,comunque non abito lontano,sto vicino al 'Gemelli'.Aperta la portiera la prima cosa che notai quando entrava era una coscia lunga e ben modellata che si adagiava sul sedile seguita dall'altra gamba che non aveva niente da invidiare alla prima,'' Ok nessun problema,ma devo passare un attimo da un amico che mi aspetta in un bar qui vicino,a proposito,sono Renato'' risposi dandole la mano che lei strinse replicando''E io sono Eva,ma se hai un appuntamento non voglio che ritardi per me...'' ''tranquilla devo solo dirgli una cosa poi non so dove deve andare,non abbiamo appuntamenti speciali.''mentii percependo che forse la partita a stecca avrei potuto giocarmela non al biliardo,feci un'inversione a U per cambiare corsia e qualche secondo dopo vidi l'autobus che arrivava,lo presi come un segno del destino e sentii come un senso di calore salirmi dalla pancia fino a riempirmi tutto. Fermata la macchina fuori dal Pub andai da Roberto:''Roby ho caricato una ragazza che aspettava l'auto,se ti va di aspettare l'accompagno e tra venti minuti torno,ma se non mi vedi entro mezz'ora...ti dispiace se rinunciamo al biliardo?'' ''Ma va a quel paese,conoscendoti è inutile che aspetto,fa come ti pare,certo una partita me la sarei fatta'' rispose ironicamente,allora tanto per continuare il gioco ''non si chiama partita ma se non me la faccio un po' mi dispiacerebbe,vieni te la presento''replicai,ma si stava facendo una chiacchierata con un paio di amici del calcio che aveva incontrato quindi non venne ''Faccio due chiacchiere con questi amici poi vado a casa,ci sentiamo la prossima settimana,ciao'' ''Ok,alla prossima...''e tornai da Eva. Conoscendo Roberto sapevo che se fossi passato tre ore dopo lo avrei trovato ancora a parlare con quegli amici,lui giocava a pallone in modo semi professionistico ed era anche molto forte,avevo avuto modo di vederlo e di sentire i commenti dei tifosi 'rivali' quando andavo a vederlo giocare anche in campi fuori dalla provincia,ed essendo anni che giocava conosceva molta gente,infatti ogni volta che uscivamo,in qualsiasi parte di Roma,o anche girando in macchina,incontrava sempre qualcuno e cominciavano a parlare fino a volte a farmi prendere la decisione di lasciarlo li e andarmene.
''O cavolo Eva,ti dispiace se prima di accompagnarti passo un attimo a casa?Ho lasciato patente e portafoglio perché pensavo di arrivare solo al Bar,ma se ti accompagno e mi ferma la polizia è una bella rottura..'' bugia bella e buona,ma lei fece finta di credermi e approvò,anche di seguirmi a casa una volta arrivati adducendo la scusa che doveva andare in bagno,secondo me era una bugia bella e buona,ma chi ero io per giudicare?...
Si dimostrò essere una ventiseienne spregiudicata e senza remore nel chiedere (letteralmente) di darle quello che più la faceva godere...un cetriolo...o una zucchina gigante...o una banana verde e dura...o qualsiasi cosa somigliasse a quei prodotti ''Ma di un bel cazzo non se ne parla?''mi venne spontaneo domandarle mentre finivo di sfilarle le mutandine,''Certo,ma mi piace eccitarmi masturbandomi prima così,non hai proprio niente?'' frutta e verdure varie non le avevo anche perché abitando ormai ad Avezzano quel 'rifugio' era solo un appoggio logistico che usavo solo in occasioni particolari come quella,altrimenti dormivo e mangiavo a casa di Anna;ma per fortuna pensai a vecchie foto e all'oggettistica usata,stura lavandino,bello,in plastica dura e anche frastagliata come certi oggetti sexy molto venduti,e anche alla bomboletta del gas che già avevo usato ma che ben lavata era tornata come nuova. Presi quei surrogati e glieli diedi,''Dai masturbati davanti a me,voglio vederti e immaginare di prenderlo tutto dentro'' e così dicendo allargava le gambe e cominciava ad introdurre lentamente la bomboletta,''(ma perché devi immaginarlo quando ce l'hai a disposizione...non capisco proprio)'' pensavo,ma la scena che cominciavo ad inquadrare era veramente eccitante e mi ritrovai a masturbarmi seguendo quasi ipnotizzato quella bomboletta e lo stura lavandini che,attaccato allo specchio in modo che potesse vederlo bene quando entrava,la penetrava dietro mentre lei in ginocchio era piegata in due,temevo le si spezzasse il collo piegato in modo innaturale per seguire da sotto quello spettacolo riflesso. Urlava di piacere mentre muoveva freneticamente la bomboletta e faceva roteare il bacino,guardando il mio membro pronto ad esplodere aprì la bocca e senza indugio alcuno,tenendole stretta la nuca,le spinsi la cappella ormai grondante fino in gola,ansimando e godendo insieme a lei che oltre la bevuta e il nevrotico leccare-succhiare-ingoiare-sbavare,continuava a muoversi in modo sempre più frenetico fino a diventare paonazza e ad esplodere con una sequenza di scatti e con la testa sussultante poggiata sul mio ventre. Quando ci rilassammo la strinsi forte a me dicendole:'' Sei stata stupenda...ma dopo vorrei entrarci anche io nelle tue intimità,ok?...Magari io davanti e una cosa dietro e viceversa,basta che ti va bene,che ne dici?'' ''Certo,ma fammi riposare un pochetto...o vai di corsa?'' anche fossi andato di corsa,dopo quella folle masturbazione non sarei stato pronto,ci mettemmo sotto le lenzuola e ci addormentammo,per svegliarci un paio di ore dopo,quando,dopo aver giocato ancora un po' per eccitarsi,fu pronta per avere un rapporto 'normale'..
La guerra mafia-stato continuava,e sulla S.S. Agrigento-Caltanissetta un agguato poneva fine alla vita del giudice R. Livantino,una quindicina di giorni dopo a Dusseldorf ,in Germania,venivano arrestati i presunti assassini,P. Amico e D. Pace.
Nel frattempo l'Anonima Sequestri rapiva l'undicenne A. De Megni,che i N.O.C.S.
fortunatamente libereranno tre mesi dopo.
Mentre a Roma Occhetto presentava i nuovi nome e simbolo del nascente P.D.S..a Milano veniva scoperto un vecchio covo delle B.R. contenente armi documenti e copie delle ultime lettere scritte in prigionia da A. Moro,copie finite nel vorace,fagocitante buco nero custodente ogni tassello del puzzle sempiterno riguardante i 'Grandi Misteri Italiani'...
Il lavoro procedeva tranquillo,ma le serate cominciavano a movimentarsi,avevo avuto l'occasione di conoscere una ragazza che abitava in un paese vicino,a Celano.

istinto felino pag.56-57

Il nuovo anno mi trovava in piena convalescenza,ma quello che più mi fece male fu la morte di micia,vero che era un animale e che aveva un'età,ma per me fu come la perdita della persona più amata al mondo,non avrei più avuto un gatto con la sua intelligenza che la portava ad aprirsi la porta da sola,che sapeva starmi accanto nei momenti difficili,che mi chiedeva e dimostrava affetto in ogni occasione,la nota consolatoria fu che non ne vidi mai la sofferenza,e che lei,forse sentendo la morte vicina,un giorno sparì per non fare più ritorno.Potevo stare più frequentemente con Angela e con i suoi amici,quando a fine settimana non andavamo in pizzeria,spesso ci invitavano a cena Assunta e Tony,e vista la stagione che consigliava di rimanere al caldo,dopo cena ci sfidavamo a lunghe partite a Risiko,i perdenti mettevano 1000 lire dentro un bussolotto e dopo un paio di mesi con quei soldi andavamo tutti in pizzeria.
Ad Angela era scattata la molla del matrimonio,per lo meno di preparare una casa dove vivere visto che dove abitavo era un mono locale non adatto ad una coppia (anche se io pensavo di si) comunque ci mettemmo in cerca di un'altra abitazione che trovammo in una tranquilla via più vicina al centro. Si trattava di una casa singola,un cancello permetteva l'accesso alla macchina e dietro vi era situato un orto che i proprietari,abitanti in una casa adiacente,coltivavano con cura senza mai arrecare disturbo. Mi attrezzai del necessario e iniziai a tinteggiarla e sistemarla come volevamo. Al negozio il lavoro procedeva per l'aiuto di Giovanni,quando potevo passavo per riprendere confidenza con il lavoro,ma ero ancora troppo debole per l'operazione subita e non volevo arrischiare di accelerare i tempi.
Le notizie del periodo riguardavano maggiormente i risultati della lotta alla mafia,a Palermo veniva arrestato il capo di Cosa Nostra T. Riina,latitante da 23 anni,seguito dall'arresto a Ottaviano,presso Napoli,della sorella di un camorrista,R Cutolo latitante da 12 anni circa,e fra questi due avvenimenti fece scalpore l'arresto di P. Pacciani,accusato di essere Il Mostro di Firenze,fino alla morte avvenuta in carcere dichiarerà la sua innocenza,anche se prove schiaccianti inchiodavano lui e i cosiddetti 'compagni di merenda' come colpevoli di quei delitti che tanto sconvolsero l'opinione pubblica,anche per lo strazio che si compiva sulle vittime alle quali veniva mutilata una parte intima come in un rito Satanico (una delle ipotesi che credo più si avvicini alla realtà fu proprio quella di messe nere o di una setta votata al male,ma quando si cominciò a parlare di gente potente e famosa coinvolta in quei delitti,stranamente tutto venne messo a tacere,non disdegnerei di mettere anche questo evento nella ormai lunga lista dei 'Grandi Misteri Italiani'). A Rio De Janeiro veniva catturato l'ex militante di Potere Operaio A. Lollo con l'accusa di aver provocato la morte dei fratelli Stefano e Virgilio M. nel noto 'rogo di Primavalle' avvenuto anni prima.
Mentre a Teheran una collisione aerea provocava la morte di 132 persone,a Fidenza,vicino Parma,si consumava penso uno dei più grossi incidenti stradali avvenuti sino ad allora,sulla A1 erano 200 le macchine coinvolte in questo maxi-tamponamento,non so se provocato dalla nebbia,ma non trovando altra spiegazione logica credo sia quella ala causa. L'inchiesta 'Mani Pulite' procedeva a pieno ritmo,in sequenza l'anno vide l'invio di avvisi di garanzia a C. Martelli per concorso nel crack del Banco Ambrosiano,a G. Cagliari presidente dell'ENI per falso in bilancio e accuse di peculato riguardo Enimont,e a Sacrofano,vicino Roma,qualche giorno dopo verrà trovato in un campo il cadavere di S. Castellari,ex direttore generale del Ministero alle Partecipazioni Statali già coinvolto nel processo Enimont. Frattanto B.Craxi rassegnava le dimissioni da segretario P.S.I. e gli succedeva G. Benvenuto. A Roma veniva arrestato per tangenti P. Greganti funzionario del P.C.I-P.D.S. Mentre avvisi di garanzia a raffica della procura di Palermo colpivano G. Anreotti, A.Gava e P.C.Pomicino il giudice di Cassazione C.Carnevale tutti accusati di associazione di stampo mafioso.
A New York un'autobomba esplodeva nel garage sotterraneo del World Trade Center, le famose 'Torri Gemelle' facendo 5 vittime e 300 feriti,dell'attentato furono sospettati gli integralisti islamici,ma quello era solo il preludio dell'opera messa in atto anni dopo che cambiò quasi in modo palpabile il mondo e il modo di vivere successivo.
A S. Patrignano,nella comunità gestita da V. Muccioli,sette ragazzi vennero arrestati con l'accusa di omicidio nei confronti di un loro compagno,R. Maranzano,le polemiche per quel delitto coinvolsero lo stesso Muccioli e minarono la stabilità e il prosieguo dell'utilità della stessa comunità.
Avevo ripreso a lavorare ma l'aria all'interno del laboratorio era cambiata,Donato,pur non essendo del mestiere,cominciava a dare battute sul fatto che Giovanni usasse un minor numero di pelli per fare un capo,e quello era proprio il modo che io non concepivo nel lavoro,vero che si risparmiava qualche lira,ma sfruttare al massimo il materiale era indice di non durata della pelliccia e ne acuiva la fragilità,comunque bene o male tiravamo avanti e io cercavo di evitare le polemiche facendo il mio dovere.
Anna spesso veniva a trovarmi,quando arrivava si riposava poi mi metteva a soqquadro casa,il suo ordine era diverso dal mio che nel mio disordine sapevo dova trovare qualsiasi cosa,mentre dopo che aveva pulito e sistemato lei,non capivo nemmeno più se era un ambiente a me conosciuto,ma anche in questo caso lasciavo perdere perché avrei ricreato il mio amato caos quando sarebbe partita.
La Commissione Parlamentare Antimafia indicò ufficialmente che c'era un rapporto tra la criminalità organizzata e il potere politico (!) nuova grande rivelazione che si era sempre saputa,faceva il paio con quella dell' omosessualità che non è una malattia,mi chiedevo se queste 'grandi' rivelazioni fossero frutto di ricerche ben remunerate,e se si capivo appieno in quale altro canale finivano i soldi dei contribuenti...
La sagra degli avvisi di garanzia imperversava imperterrita,di nuovo ad Andreotti per violazione della legge del finanziamento ai partiti, (più in là ci sarebbe stata anche l'autorizzazione della procura di Palermo per procedere contro lo stesso per collusione con la mafia,quindi sarebbe andato sotto processo anche perché indagato per l'omicidio Pecorelli...ormai aspettavo solo che fosse accusato di essere il soldato che aveva infilato la lancia nel costato di Cristo quando era sulla croce...) e per A. Fontani per ricettazione nell'inchiesta A.N.A.S.
Federico Fellini riceveva un Oscar alla carriera,era un onore per me aver partecipato ad un suo film,'Ginger e Fred',prima come pubblico nel teatro dove Mastroianni e la Masina ballavano al ritmo di tip-tap,e dove fra il pubblico c'erano numerose sagome di cartone raffiguranti spettatori,tanto da portare alcune comparse a dire:'' Che produzione tirchia,pur di non pagare i figuranti ci mettono i pupazzi,e poi dicono che i film di Fellini sono capolavori...'' mentre nel contesto del film,vedendolo,credo che quelle sagome (fra l'altro inquadrate in primo piano in qualche sequenza), raffigurassero il fermarsi del tempo che aleggiava intorno e nella mente della coppia. E mi ero anche stupito un giorno vedendo il telegiornale che trasmetteva un pezzo preso durante l'ultimo ciack, eravamo alla stazione Ostiense (e non a Termini come erroneamente detto nel servizio),e Fellini mi teneva un braccio sulle spalle raccomandandomi di aiutare la signora Masina a mettere le valigie sul treno,quindi chiudere la porta e fischiarne la partenza,infatti ero vestito da capotreno....Mi sarebbe piaciuto avere quel breve spaccato ma anche quando mi è capitato di rivederlo non avevo mai avuto il tempo di registrarlo...).
E mentre in Siberia una nuova fuga di scorie radioattive da una centrale nucleare fecero temere il ripetersi di una nuova Cernobyl,a Roma venivano arrestati 55 appartenenti alla banda della Magliana con l'accusa di collusione con mafia,camorra ed eversione nera....(non si parlava più di Massoneria o P2,o era stato messo tutto a tacere,o le indagini proseguivano nel più stretto riserbo...o la moda attuale erano gli avvisi di garanzia che ormai giravano più delle monete da cento lire...).
Infatti il giudice Carnevale veniva sospeso senza stipendio dal C.S.M. dall'incarico che aveva in cassazione,e mentre la Camera nega l'autorizzazione a procedere contro B. Craxi causando le dimissioni dettate da protesta da parte di F. Rutelli e dei ministri del P.D.S.,oltre a creare proteste e malumore in tutta Italia,a seguire avverrà l'arresto di M. Broccoletti,ex direttore amministrativo del SISDE per peculato e impiego illecito dei fondi,quindi avviso di garanzia per l' ex ministro della Sanità F. De Lorenzo (che per lo scarto di due voti eviterà l'arresto diretto) per tangenti ottenute da industrie farmaceutiche (e questo comporterà anche 12 arresti fra gli stessi imprenditori),mentre in carcere a S. Vittore dove era rinchiuso da 133 giorni si suicidava G. Cagliari ex presidente dell' E.N.I.,seguito dal suicidio questa volta in casa a Milano del presidente della Montedison R. Gardini,e seguiva l'arresto di tutti i componenti il vertice amministrativo del gruppo Ferruzzi.
L'inchiesta continuava con l'arresto a Losanna,in Svizzera,di D. Poggiolini,ex direttore del servizio farmaceutico nazionale come imputato dell'inchiesta nella corruzione al Ministero della Sanità,quindi toccherà ad A. Gava accusato di associazione mafiosa chiudere l'anno delle 'garanzia',in attesa di vedere quello che col nuovo anno avrà nel sacco la Befana...
Frattanto Giovanni cercava casa ad Avezzano,non gli chiesi il motivo visto che la casetta singola che aveva trovato non era poi così brutta,ma addebitai la scelta all'intenzione della compagna di avvicinarsi più alle amicizie che tramite Angela aveva fatto e che appunto ivi risiedevano. Trovarono un alloggio momentaneo,almeno questo era nelle loro intenzioni,all'estrema periferia del paese,una casa di tre piani non totalmente agibile ma che sembrava adatta per quello che serviva a lui,una stanza per il laboratorio,un garage per sistemarci le macchine e da usare come ripostiglio,e accessori vari che per una coppia erano più che sufficienti. Anche se cominciava a farsi vedere più spesso al negozio non mi disturbava,anzi,visto la piega che prendeva il mio rapporto con Paola e il marito,mi andava bene anche cambiare la situazione se fosse stato necessario.
Ero entrato in crisi con Angela,e Roberto mi disse che veniva a passare il capo d'anno con me,anche se non volevo si presentò ugualmente,ma poi Angela forse per un atto di pietà mi chiamò per festeggiarlo con lei e notai che Roberto ci restò male (pur venendo con me a casa di Angela) e per un po' insistette di non andarci e fregarmene,ma non intendevo mandare a rotoli quel rapporto e ci andammo.