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mercoledì 9 marzo 2011

Istinto felino pag. 164-165

Qualcosa si andava incrinando in uno dei tanti misteri italiani. A Roma la commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi accusava organismi politici e autorità militari di aver depistato le indagini concernenti la strage di Ustica. Non era il caso di urlare al miracolo anche perché dopo altri anni non se ne sarebbe venuti a capo,ma l'incrinarsi la cappa di omertà circondante il 'Palazzo' faceva sperare che le cose potessero instradarsi in un binario più corretto e lineare nei rapporti Potere-Cittadino...Pia illusione...
Verso la metà del mese rientrando dal mare salutavo Roberto dandoci appuntamento al Pub53 dopo aver cenato per andare a farci una steccata al biliardo. Fatta la doccia e cenato mi diressi verso la macchina parcheggiata davanti alla fermata dell'auto e mentre aprivo la portiera notai una biondina che attendeva il bus semi nascosta dietro un albero: ''E' domenica sera,già non passano quasi il giorno,a quest'ora la vedo dura,comunque se vuoi ti accompagno a casa...''buttai lì salendo in macchina. Non mi aspettavo risposta ne mi interessava più di tanto,ero partito per andare a fare una partita quindi ero tranquillo.
Stavo mettendo in moto quando sento bussare sul finestrino,lo abbasso e:''Se puoi veramente accompagnarmi mi fai un favore,sono quasi 40 minuti che aspetto,comunque non abito lontano,sto vicino al 'Gemelli'.Aperta la portiera la prima cosa che notai quando entrava era una coscia lunga e ben modellata che si adagiava sul sedile seguita dall'altra gamba che non aveva niente da invidiare alla prima,'' Ok nessun problema,ma devo passare un attimo da un amico che mi aspetta in un bar qui vicino,a proposito,sono Renato'' risposi dandole la mano che lei strinse replicando''E io sono Eva,ma se hai un appuntamento non voglio che ritardi per me...'' ''tranquilla devo solo dirgli una cosa poi non so dove deve andare,non abbiamo appuntamenti speciali.''mentii percependo che forse la partita a stecca avrei potuto giocarmela non al biliardo,feci un'inversione a U per cambiare corsia e qualche secondo dopo vidi l'autobus che arrivava,lo presi come un segno del destino e sentii come un senso di calore salirmi dalla pancia fino a riempirmi tutto. Fermata la macchina fuori dal Pub andai da Roberto:''Roby ho caricato una ragazza che aspettava l'auto,se ti va di aspettare l'accompagno e tra venti minuti torno,ma se non mi vedi entro mezz'ora...ti dispiace se rinunciamo al biliardo?'' ''Ma va a quel paese,conoscendoti è inutile che aspetto,fa come ti pare,certo una partita me la sarei fatta'' rispose ironicamente,allora tanto per continuare il gioco ''non si chiama partita ma se non me la faccio un po' mi dispiacerebbe,vieni te la presento''replicai,ma si stava facendo una chiacchierata con un paio di amici del calcio che aveva incontrato quindi non venne ''Faccio due chiacchiere con questi amici poi vado a casa,ci sentiamo la prossima settimana,ciao'' ''Ok,alla prossima...''e tornai da Eva. Conoscendo Roberto sapevo che se fossi passato tre ore dopo lo avrei trovato ancora a parlare con quegli amici,lui giocava a pallone in modo semi professionistico ed era anche molto forte,avevo avuto modo di vederlo e di sentire i commenti dei tifosi 'rivali' quando andavo a vederlo giocare anche in campi fuori dalla provincia,ed essendo anni che giocava conosceva molta gente,infatti ogni volta che uscivamo,in qualsiasi parte di Roma,o anche girando in macchina,incontrava sempre qualcuno e cominciavano a parlare fino a volte a farmi prendere la decisione di lasciarlo li e andarmene.
''O cavolo Eva,ti dispiace se prima di accompagnarti passo un attimo a casa?Ho lasciato patente e portafoglio perché pensavo di arrivare solo al Bar,ma se ti accompagno e mi ferma la polizia è una bella rottura..'' bugia bella e buona,ma lei fece finta di credermi e approvò,anche di seguirmi a casa una volta arrivati adducendo la scusa che doveva andare in bagno,secondo me era una bugia bella e buona,ma chi ero io per giudicare?...
Si dimostrò essere una ventiseienne spregiudicata e senza remore nel chiedere (letteralmente) di darle quello che più la faceva godere...un cetriolo...o una zucchina gigante...o una banana verde e dura...o qualsiasi cosa somigliasse a quei prodotti ''Ma di un bel cazzo non se ne parla?''mi venne spontaneo domandarle mentre finivo di sfilarle le mutandine,''Certo,ma mi piace eccitarmi masturbandomi prima così,non hai proprio niente?'' frutta e verdure varie non le avevo anche perché abitando ormai ad Avezzano quel 'rifugio' era solo un appoggio logistico che usavo solo in occasioni particolari come quella,altrimenti dormivo e mangiavo a casa di Anna;ma per fortuna pensai a vecchie foto e all'oggettistica usata,stura lavandino,bello,in plastica dura e anche frastagliata come certi oggetti sexy molto venduti,e anche alla bomboletta del gas che già avevo usato ma che ben lavata era tornata come nuova. Presi quei surrogati e glieli diedi,''Dai masturbati davanti a me,voglio vederti e immaginare di prenderlo tutto dentro'' e così dicendo allargava le gambe e cominciava ad introdurre lentamente la bomboletta,''(ma perché devi immaginarlo quando ce l'hai a disposizione...non capisco proprio)'' pensavo,ma la scena che cominciavo ad inquadrare era veramente eccitante e mi ritrovai a masturbarmi seguendo quasi ipnotizzato quella bomboletta e lo stura lavandini che,attaccato allo specchio in modo che potesse vederlo bene quando entrava,la penetrava dietro mentre lei in ginocchio era piegata in due,temevo le si spezzasse il collo piegato in modo innaturale per seguire da sotto quello spettacolo riflesso. Urlava di piacere mentre muoveva freneticamente la bomboletta e faceva roteare il bacino,guardando il mio membro pronto ad esplodere aprì la bocca e senza indugio alcuno,tenendole stretta la nuca,le spinsi la cappella ormai grondante fino in gola,ansimando e godendo insieme a lei che oltre la bevuta e il nevrotico leccare-succhiare-ingoiare-sbavare,continuava a muoversi in modo sempre più frenetico fino a diventare paonazza e ad esplodere con una sequenza di scatti e con la testa sussultante poggiata sul mio ventre. Quando ci rilassammo la strinsi forte a me dicendole:'' Sei stata stupenda...ma dopo vorrei entrarci anche io nelle tue intimità,ok?...Magari io davanti e una cosa dietro e viceversa,basta che ti va bene,che ne dici?'' ''Certo,ma fammi riposare un pochetto...o vai di corsa?'' anche fossi andato di corsa,dopo quella folle masturbazione non sarei stato pronto,ci mettemmo sotto le lenzuola e ci addormentammo,per svegliarci un paio di ore dopo,quando,dopo aver giocato ancora un po' per eccitarsi,fu pronta per avere un rapporto 'normale'..
La guerra mafia-stato continuava,e sulla S.S. Agrigento-Caltanissetta un agguato poneva fine alla vita del giudice R. Livantino,una quindicina di giorni dopo a Dusseldorf ,in Germania,venivano arrestati i presunti assassini,P. Amico e D. Pace.
Nel frattempo l'Anonima Sequestri rapiva l'undicenne A. De Megni,che i N.O.C.S.
fortunatamente libereranno tre mesi dopo.
Mentre a Roma Occhetto presentava i nuovi nome e simbolo del nascente P.D.S..a Milano veniva scoperto un vecchio covo delle B.R. contenente armi documenti e copie delle ultime lettere scritte in prigionia da A. Moro,copie finite nel vorace,fagocitante buco nero custodente ogni tassello del puzzle sempiterno riguardante i 'Grandi Misteri Italiani'...  

Istinto felino pgg. 20-22

qualche mese stavo con Rita,alla quale avevo chiesto a luglio se voleva 'unirsi' con me,come ovvio lei chiese una settimana per pensarci ed io gliela accordai,ma dopo 3 giorni mentre scendevo per andare al solito bar,incontrai un amico,Giovanni,che mi chiese se volevo partire con lui per un mese in vacanza vicino ad Ostuni,alla mia risposta che non avevo soldi ne per mangiare ne per le sigarette,mi rispose di stare tranquillo che li aveva lui,quindi mi fece vedere quello che aveva in macchina,era una Mini Minor rossa,aprì il cofano ed era pieno fino all'orlo di pasta,scatolette di sughi, legumi,caffè e spezie varie,inoltre anche il sedile posteriore era impegnato di cibarie,tenda,mute pugnali e fucili subacquei. Andai a casa,presi costume,accappatoio,un jeans e due magliette per il ricambio,salutai Anna e partimmo. Evitando autostrade e paesi arrivammo a Barletta verso le 19 di sera,Giovanni si fermò da un benzinaio e chiese 500 lire di benzina,alla mia domanda del perché non ne mettesse di più visto che poi ci sarebbe servita,rispose che quelli erano tutti i soldi che aveva...e dovevamo restare un mese!...Era buio quando arrivammo a Marina di Ostuni, proseguì per oltre mezzo chilometro,quindi scendemmo per piantare la tenda,la spiaggia era di natura lavica,ma riuscimmo a trovare uno spazio abbastanza sabbioso (l'unico da come vidi il giorno seguente) di 6/7 mq fatto tipo buca,infatti della tenda ne erano visibili all'esterno poco più di 30 centimetri,e ci sistemammo per la notte. Eravamo abbastanza stanchi per il viaggio,quindi ci mettemmo subito a dormire;nel dormi-veglia sentivo botti e sirene,pensai che era una festa con fuochi di artificio e casini vari,quindi non dandogli tanto peso mi addormentai tranquillamente. La mattina seguente uscimmo pronti per tuffarci in acqua,ad un centinaio di metri c'erano dei poliziotti che frugavano tra gli scogli,Giovanni mi disse che probabilmente cercavano qualche contrabbandiere di sigarette,allora ci tuffammo pronti alla caccia subacquea come programmato,lui,presa una boa gonfiabile,si allontanò dagli scogli circa una cinquantina di metri,io restai più vicino agli stessi,un po per controllare che nessuno si avvicinasse alla tenda,ma anche perché,avendo programmato una pesca ai polipi,era più facile trovarli attaccati alle rocce. Dopo la sesta emersione si avvicinò una persona che mi chiese se potevo fargli un favore,se cioè potevo mettere delle casse che galleggiavano sbattendo sugli scogli,dentro una grotta naturale che era lì accanto,ma di fare presto perché la polizia era ormai ad una trentina di metri,allora le spinsi dentro e le arenai all'interno della grotta,lui mi ringraziò e disse di non preoccuparmi di altro perché prima di sera,prima cioè che arrivasse l'alta marea,qualcuno avrebbe portato via le casse,detto questo se ne andò tranquillamente salutando i poliziotti. Quando Giovanni uscì dall'acqua,rientrammo nella tenda per sistemarla e scoprimmo con stupore che c'erano 4 buchi quasi al limite della stessa,erano 2 in entrata e 2 in uscita,quei botti che avevamo sentito la notte era uno scontro a fuoco fra polizia e contrabbandieri,altro che fuochi artificiali...Dal giorno dopo e ogni 5 giorni,scoprimmo che qualcuno di notte metteva una stecca di sigarette sotto gli asciugamani che erano fuori dalla tenda. Giovanni prendeva molto pesce,io altrettanti polipi,anche perché un vecchio pescatore del posto mi aveva insegnato il modo migliore per prenderli,legata ad uno spago una zampa di gallina e uno straccio bianco che attirava l'attenzione del polipo,lo facevo ballare nell'acqua,il polipo ci si attaccava e non mollava più,allora lo tiravo fuori,lo mettevo dentro un grosso secchio con l'acqua di mare,e quando era pieno assieme ai pesci presi da Giovanni,andavamo al porto e vendevamo il tutto alle pescherie. Rimediavamo così i soldi per la benzina ma niente più,però potevamo andare in qualche campo nei dintorni a prendere un po di semi di carrubba,erano dolci e,sopratutto gratuiti,oppure a fare una passeggiata fino a Ostuni,o a trovare un amico prete che lui conosceva essendo anni che praticava la zona,mangiavamo il pesce che restava fresco e buonissimo,assieme alle patatine cotte al cartoccio nella cenere interrata e tanta pasta,ma avevamo anche voglia di pizza e altro,allora Giovanni,ragazzo dalle mille risorse,ebbe un'idea,vicino al porto c'era una specie di pizzeria-bar-balera dove si svolgeva la vita notturna,scavalcato il muretto in un punto buio,entrammo mischiandoci ai presenti,quindi,adocchiammo chi ordinava qualcosa e,approfittando della confusione,prendemmo lo scontrino che ancora non era stato rotto dal cameriere,potendo così permetterci 2 pizze con coca cola annessa...Un'altra volta dicendomi che andavamo a fare un giro,si diresse un po più all'interno,verso la campagna,bloccò la macchina e scendendo mi disse di mettermi al volante,io ero un po stupito perché solitamente non mi faceva guidare,mi diede indicazione di dove andare senza fretta,arrivati all'altezza di un'aia,cacciò fuori dal finestrino il fucile da sub e fiocinò una gallina,poi,mentre il contadino ce ne diceva di tutti i colori urlando che andava a prendere il fucile,mi disse di dare a tutto gas e scappare,la gallina starnazzava agitando le ali mentre lui cercava di recuperarla tirando la corda. Ritornati alla tenda fece una specie di spiedo artigianale,spennò la gallina...e finalmente tornammo a mangiare carne. I giorni si susseguivano con trovate e invenzioni varie per sopravvivere,dopo ferragosto il tempo cominciò a mutare,la pioggia non ci impediva di pescare,ma a volte era freddo e rinunciavamo. Poi accadde qualcosa che non sono riuscito mai a spiegarmi anche pensandoci per anni,un giorno pioveva ed eravamo andati a comprare un pò di carne ad Ostuni,ormai eravamo in soldi,tanto è vero che quando tornammo a Roma ci trovammo con circa 80.000 lire in tasca,somma non indifferente allora per 2 ragazzi diciottenni;scesi dalla macchine notammo che dei piedi uscivano dalla tenda,Giovanni mise mano al coltello,anche se so che non lo avrebbe mai usato,con cautela andammo davanti all'ingresso e scoprimmo che c'erano due ragazze,si scusarono dicendo che pioveva forte e si erano rifugiate li per non bagnarsi e se potevano restare ancora un pò,noi acconsentimmo ben volentieri,anche perché erano molto carine e forse di un anno più piccole di noi,lo sconcerto nacque quando si avvicinarono 2 persone dicendo loro di non tardare e che le avrebbero aspettate a casa,erano i genitori,le lasciarono lì e si avviarono verso il porto...Io e Giovanni ci guardammo un attimo,poi,aspettato che i genitori sparissero dalla vista,ci stendemmo accanto a loro tentando un approccio,non fù difficile e ci trovammo a fare quella che definirei come orgia...più tardi le salutammo e non le vedemmo più,anche perché 3 giorni dopo partivamo per tornare a Roma. Credo che questa in assoluto sia stata la migliore vacanza della mia vita...Tornato a casa ripresi il solito trantran,dopo un paio di giorni incontrai Rita chiedendole se voleva altro tempo per pensarci,mi disse no assolutamente tutto d'un fiato,forse temeva un'altra mia lunga sparizione,ci baciammo e ci fidanzammo...
La metà dell'anno successivo un evento raccapricciante perpetrato in California,esattamente in una villa situata a Cielo Drive,a Bel Air, la giovane e bella attrice Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski,all'ottavo mese di gravidanza, e quattro suoi amici,furono trovati massacrati nella piscina della residenza di un produttore discografico. Il colpevole fù immediatamente identificato in Manson,fondatore di una setta la family ',un personaggio psicopatico con ambizioni di rivoluzionario e cresciuto nel mito dei Beatles dei quali sognava di emularne la carriera,grande plagiatore di giovani aveva formato un commando composto da ragazze e ragazzi che nella sua dottrina commisero altri massacri nella zona,arrestato assieme ai sui adepti furono condannati a morte,ma con l'abolizione della stessa in California,la pena fù commutata in carcere a vita,dove tuttora sono custoditi.

domenica 27 febbraio 2011

istinto felino pag.41-42

Frattanto la Fininvest (che cambierà il nome in Mediaset) di S. Berlusconi ottiene il diritto di trasmettere notizie,nasce così su Italia1 Studio Aperto diretto da Emilio Fede,delfino-ameba di Berlusconi che in questo modo può iniziare ad indirizzare messaggi più o meno occulti atti al suo disegno che si esternerà una decina di anni dopo...
Mentre il timore di un conflitto mondiale teneva tutti col fiato sospeso,per coinvolgere Israele nella guerra l'Iraq lanciava nel suo territorio 8 missili Scud che non provocarono danno,poi replicò con altri 37 missili facendo una vittima...l'unico sfigato che passava per caso in quella zona deserta,ma per fortuna Israele reagì solo in modo politico,un suo intervento,per la logica delle alleanze,avrebbe infiammato il Medio Oriente fino ad espandersi con conseguenze disastrose sia nell'area del Mediterraneo che,aggiungendoci motivi politico-religioso,in tutto l'Oriente,poi hai voglia a riempire carrelli del supermercato per le provviste...
Ma in questo caos generale in Italia si trovava il modo di fondare un nuovo partito,'La Rete',promotore L. Orlando,forse la massa non ne sentiva il bisogno,anche perché si misero in giro voci inerenti all'intervento occulto della mafia in quell'idea,ma quando se ne parlava con gli amici si riceveva la risposta che credo sia comune in tutte le chiacchiere da bar,''Si, può darsi,ma perché non è lo stesso per gli altri partiti?Sono tutti una massa di mafiosi.'' Riflettevo sul fatto che se si riteneva che fosse così e si accettava...meritavamo chi ci governava...
Donato e Paola avevano deciso di cercare un nuovo locale per la stagione successiva,lo volevano più grande e centrale. L'ambizione può essere una grande arma ma io non ero convinto del passo troppo frettoloso che si voleva fare,stavamo appena rientrando delle spese effettuate per aprire l'attività e imbarcarsi in nuove uscite prevedevo che sarebbe stato pesante,ma non sono il tipo che punta i piedi e per il momento soprassedei.
Mentre in Sud Africa veniva definitivamente tolta l'Apartheid,a Rimini durante il congresso presieduto da Occhetto il P.C.I. cambia ufficialmente il nome in P.D.S. Contrari erano A. Cossutta e altri che fondarono il Movimento di Rifondazione Comunista,che a fine anno avrebbe preso il nome di P.R.C. Frattanto nasceva un nuovo movimento politico che in un valzer programmato per essere diretto dal principe di turno,condizionerà nel tempo la politica nostrana,'La Lega Nord.'
A Brindisi,in Puglia,avveniva lo sbarco di 15.000 profughi albanesi che fuggivano dai venti di guerra soffianti nel proprio Paese e nella vicina Jugoslavia,a Tirana sommosse di piazza portavano all'abbattimento dei simboli del potere imposti dal dittatore E.Hoxla.
E mentre l' I.R.A. Faceva esplodere 2 bombe a Londra nelle stazioni di Victoria e Paddington,in Iraq si svolgeva una grande offensiva militare terrestre....(pausa)...
Sesta (breve) riflessione.
Non era ancora passato mezzo secolo dalla fine della guerra mondiale ma sembrava che l'opera era stata solo interrotta e che si cercasse di portarla a compimento. Il Medio Oriente era sempre una pentola a pressione pronta ad esplodere,ma essendo storiche le diatribe che da millenni procurano focolai di guerra e continui cambi di alleanze in quella parte del mondo,non ci si agitava molto...finché l'intervento dell'occidente,spinto da interessi economici e pseudo umanitari,rischiava di allargare il pericolo del conflitto fuori da quel perimetro....come effettivamente accadde anni dopo. I dittatori che nel Conflitto erano riusciti a prendere il potere non avevano alcuna intenzione di abdicare in modo pacifico,e questo portava a sommosse che il più delle volte coinvolgevano gli Stati limitrofi,che erano costretti a rafforzare le forze militari nelle frontiere e che dovevano attrezzarsi per ricevere le migliaia di persone che fuggivano agli orrori e alla miseria nelle quali erano costretti. L' Olocausto non aveva insegnato niente,e la pazzia legata alla 'pulizia etnica' si affacciava nella vicina Jugoslavia così come in India e nel nord della Cina. Mentre i terroristi inneggianti alle ideologie più disparate facevano allegramente strage di innocenti per mettersi in mostra e per sovvertire idee e comportamenti politici nei quali non si rispecchiavano...Vero che la natura degli animali (dai quali non possiamo discernere) è votata alla legge del più forte e alla conquista e difesa del territorio. Vero che lo sfoltimento delle unità presenti nel territorio quando si corre il rischio di sovraffollamento porta a 'guerre civili' dove i più forti eliminano i deboli ristabilendo un equilibrio logistico ed alimentare,ma è anche vero che avendo un cervello leggermente più sviluppato degli stessi,forse sarebbe più logico aspettarsi il risolversi dei conflitti con democratiche discussioni senza ricorrere alla forza...ma allora probabilmente non ci chiameremmo uomini...
(ripresa)...Giovanni si era fatto vivo prospettando l'idea di venire a vivere ad Avezzano,che fosse un giramondo lo sapevo,ma non capivo perché voleva lasciare Roma per quello che definiva un 'paese di zombies',comunque mi chiese se una sera avrei potuto dargli una mano a fare il trasloco,doveva solo trovare casa in zona e poi mi avrebbe fatto sapere. Restammo d'accordo che attendevo la sua chiamata e continuai con la vita di sempre.
Mi sentivo pronto ad affrontare una storia,forse seria o forse no,si sarebbe visto col tempo qualora fosse capitata,ma le freddi notti e i vuoti giornalieri avrei voluto riempirli con una gentile presenza.
L'occasione la ebbi quando il piano terra della casa dove vivevo venne affittata ad una coppia di novelli sposi,lui,Tony,era romano e faceva il pendolare con la capitale per lavoro,lei,Assunta,era del luogo,una bella ragazza alta,mora e veramente simpatica,con loro ci scambiavamo battute e studiavamo combinazioni per vincere al lotto,cosa che poi accadde più di una volta. Una sera ebbi l'occasione di conoscere una sua amica,Angela,non molto alta,magra con capelli neri ricci e occhi verdi. Quando col passare dei giorni scoprimmo di sentirci attratti in modo anche forse non molto ortodosso
cominciammo a frequentarci fino a che,dietro mia pressante richiesta ci fidanzammo. Cominciava un periodo abbastanza tranquillo pur se troppo lineare per i miei gusti,comunque ci stavo bene e con lei cominciavo a conoscere i dintorni di Avezzano con il parco nazionale e i paesi medievali sparsi qua e là,fino ad arrivare a Sulmona,altro splendido paese,dove abitava la sorella proprietaria di un negozio di confetti. Da parte mia ogni tanto la portavo con me a Roma e quando era la stagione con le sue amiche anche a Capocotta dove sbarravano gli occhi per quello che 'vedevano'.
Ero entrato in casa di Angela e conosciuto la madre,che dall'inizio mi osteggiò perché ero più grande e maggiormente perché divorziato (anche se questa cosa non riuscivo a comprenderla dato che anche lei lo era) ma mi accettava e invitava spesso a cena per fare contenta la figlia,devo ammettere che tranne quell'osteggiarmi accanitamente mi sopportava,e i pasti che preparava erano veramente squisiti. E per un periodo assaporai il piacere delle feste passate in famiglia,cosa alla quale non ero abituato.
La prima sezione della Corte di Cassazione presieduta da C. Carnevale annullava la sentenza all'ergastolo di P. Calò e G. Cercola assolvendoli dall'accusa della strage del rapido 904,e una ventina di giorni dopo veniva comminato l'ergastolo a M. Abbatangelo con l'accusa di aver fornito ed effettuato l'attentato dello stesso rapido....(pausa)...
Sesta riflessione bis.
Fra i 'Grandi Misteri Italiani' non entravano di diritto solo quelli dei quali non si riuscivano a trovare responsabilità oggettive o politiche essendo interessati alleati o Cosche potenti,ma anche il valzer delle accuse-assoluzioni propinate e sconfessate nel giro di pochi anni. Accuse basate su rivelazioni,indagini e prove incontestabili che procuravano la (ritenuta giusta) condanna,per poi diventare assoluzioni con formula piena e con nuove prove incontestabili basate su rivelazioni e indagini che finivano per condannare elementi mai emersi o di secondo piano,o oramai defunti. L'Italia era da poco formata e forse la politica e la giustizia ancora dovevano essere ben delineate per permettere alla storia di non parlare più di 'Grandi Misteri',ma come ho avuto modo di notare nel tempo,la regressione in quei campi ha prevalso su quei propositi trasformando il tutto in un teatro aspirante solo all'applauso e alla 'merda' fuori del teatro da quantificare in elettori prima di ogni comizio-recital...
(segue)...E mentre a Brindisi sbarcavano altri 25.000 profughi provenienti dall'Albania,a Napoli nasceva un subbuglio indescrivibile alla notizia che Maradona,'il pibe de oro' che aveva riportato lo scudetto nella città,veniva trovato positivo al test della cocaina...
Nuove dimissioni per il governo,il VI di Andreotti lasciava il posto vacante per una quindicina di giorni fino alla formazione del VII...governo Andreotti. Durante quella pausa la Corte di appello di Bologna trovava il modo di assolvere M. Tuti e L. Franci dall'accusa della strage dell'Italicus...Frattanto anche la Georgia dichiarava la propria indipendenza e fortunatamente si poneva fine alla guerra del Golfo con buona pace di tutti. Una tragedia colpiva lo spostamento marittimo,nei pressi di Livorno il traghetto Moby Prince si scontrava con la petroliera Agip Abruzzo,la collisione provocò uno spaventoso incendio che procurò la morte di 140 persone,e il giorno successivo presso Genova un'esplosione sulla petroliera Haven causava 5 morti e 144 feriti oltre a scaricare centinaia di tonnellate di greggio in mare causando una catastrofe ecologica nella riviera.
Ma l'avvenimento che forse procurò più raccapriccio ed orrore fu l'omicidio perpetrato a Montecchio di Crosara da P. Maso che con l'aiuto di tre amici massacravano il padre A. Maso e la madre R. Tessari per riscuoterne subito l'eredità. Avvenimento che portò in seguito altri aspiranti alla facile-bella-vita-da-usufruire-senza-sforzo a seguirne l'esempio,
(anche perché le condanne non erano mai esemplari o si rivelavano fasulle,i media sfruttavano quei momenti e quegli individuo pagando ricche diarie per farli partecipare a trasmissioni varie,generalmente gli autori dei delitti oltre ad avere fans decelebrati scrivevano libri che procuravano altro denaro e che diventavano film o fiction...oltre al non blocco dei soldi ai quali aspiravano e per i quali avevano commesso quei delitti e che venivano resi...anche con l'aggiunta degli interessi maturati nel tempo)...
Lo scontro C. De Benedetti S.Berlusconi in un processo denominato 'Lodo Mondadori',si concluse con la cessione dell'Espresso,della Repubblica e di altre reti di quotidiani a De Benedetti,mentre a Berlusconi toccava il controllo della casa editrice...Per non si sa bene quale strana alchimia qualche tempo dopo i giudici che si occuparono di quella vicenda furono messi sotto processo...Un giorno Giovanni mi telefonò:'' Ho trovato casa da quelle parti,vieni stasera a Roma così mi dai una mano per il trasloco?'' ''D'accordo'' rispondevo,''ci vediamo verso le venti...'' ''No, vieni stanotte all'una,così trovi tutto imballato.'' ''All'una...ok'' all'una,qualcosa mi sfuggiva,perché il trasloco a quell'ora?
Lo compresi quando andai,era tutto pronto e ci mettemmo poco più di un'ora a caricare tutto nelle macchine mentre lui si girava continuamente attorno,ed ad ogni rumore di macchina che sentiva arrivare ci chiudevamo dentro casa aspettando che se ne andasse.
La verità è che stava fuggendo! Credo anche senza pagare l'affitto del quale sapevo che era in arretrato,per fortuna la casa era in quella famosa 'via del peccato' quindi strada privata con poco transito,questo ci permise di essere abbastanza veloci e di partire.
La casa che aveva trovato era a Scurcola Marsicana,un paesino distante da Avezzano una decina di chilometri,scaricammo tutto e tornai a dormire.
A Madras,in India continuava la strage dei Gandhi,il primo ministro R. Gandhi veniva dilaniato dall'esplosione di un kamikaze...pensavo che lo stesso destino accumunava due grandi famiglie,appunto i Gandhi e i Kennedy,quasi seguissero un binario parallelo.
E mentre in Italia il ballo dei partiti portava la Democrazia Proletaria ad unirsi col nascente P.R.C., in Jugoslavia la Croazia e la Slovenia dichiaravano la propria indipendenza facendo così ventilare i primi sibili di guerra,anche se a breve la Jugoslavia avrebbe riconosciuto l'indipendenza della Slovenia.
La telefonia mobile cambiava,partiva infatti a Londra la prima telefonata in G.S.M. Questo mi portava a pensare all'acquisto di un cellulare di dimensioni più ridotte e senza quel canone che mi aveva alzato la bolletta fin quasi ad un milione di lire...
A Roma G. Fini veniva rieletto a grande maggioranza segretario del M.S.I. Ma un nuovo giallo colpiva l'immaginario collettivo,nella sua villa all'Olgiata,quartiere esclusivo di Roma, veniva trovata assassinata la contessa A.Filo Della Rovere,moglie di P.Mattei, le indagini seguirono diverse piste,ma gli interessi legati all'eredità e la poca chiarezza nei personaggi che la attorniavano,fecero si che anche in questo caso il colpevole non fu mai stabilito in via definitiva.
Nasceva anche il primo sito web (w.w.w.) on line,dando il 'là' alla rivoluzione nelle comunicazioni globali che in pochi anni avrebbe coinvolto l'umanità intera permettendo connessioni anche cogli angoli più remoti della terra.
A Bari il mercantile Vlora sbarcava 12.000 albanesi che fuggivano dalla guerra,e 700 di questi sistemati provvisoriamente nello stadio S. Nicola,diedero corpo ad una rivolta che per tre giorni impegnò le forze dell'ordine e mise a subbuglio la città intera.
Angela lavorava per una catena di supermercati della zona,quell'estate sarebbe stato impossibile per me,così come ero abituato,'aprire' e 'chiudere' la stagione balneare,Capocotta sarebbe rimasto solo un bel ricordo. Ma non mi lamentavo,con lei stavo bene e quando lavorava ero libero di sistemare le minuzie tralasciate del lavoro,o facevo lunghe passeggiate in bicicletta nel paese e nei dintorni.

venerdì 7 gennaio 2011

Istinto felino pgg.1-2

                                                         Prima infanzia

Quando venivo al mondo,la guerra era finita da soli sei anni,ma io non potevo saperlo;non potevo sapere che la miseria che avevo intorno,che respiravo nella gente,che aleggiava nell'aria,che mi sentivo addosso,era figlia di quel periodo nero che aveva attraversato l’umanità intera. In realtà non la subivo appieno,non avendo la possibilità di paragone con un altro modo di vivere,questo fino al compimento dei sette anni,poi,come credo fosse comune a molti miei coetanei abitanti nei quartieri popolari,dopo i primi 2 anni di scuola elementare,fui mandato in collegio per continuare gli studi,non perché fossi un bambino vivace o peggio,ma semplicemente perché non avevo la possibilità di essere seguito da nessuno pur avendo quattro sorelle e un fratello più grandi di me. Mia madre era morta investita da un camion mentre attraversava quell’arteria mortale che è Via Casilina, era andata a comprare il latte per preparare un dolce per festeggiare il giorno dopo il mio secondo compleanno…chissà se quel giorno ho mangiato un dolce…Torpignattara, in quel periodo,era quasi periferia estrema,Roma centro mi sembrava lontana anni luce,la strada dove vivevo,forse nell’incoscienza dell’infanzia,e,forse,anche per un buon periodo in età adulta,psicologicamente mi era stata di grande aiuto per formarmi fisicamente e mentalmente,Via Capua,una strada in salita per circa duecento metri,poi con cento metri di piano,e due-trecento metri di discesa,collegante via Casilina a Via Labico,da dove si estendeva un prato che allora vedevo immenso,colorato,profumato,e lontano dai rumori e dalle urla della città. Inoltre,via Capua non era ancora asfaltata,era piena di buche e sassi,e le macchine non vi si avventuravano,quindi noi bambini potevamo sciamare,giocare e urlare senza timore di essere investiti. Col mio amico fraterno,Marco,di un mese più piccolo,e allattato in cooperativa da mia madre perché la sua non poteva,intraprendevamo folli corse da casa nostra,abitavamo lo stesso palazzo,al centro della via,evitando le buche e i sassi,sforzandoci di evitare di sbattere l’uno contro l’altro,poi,arrivati in fondo,lo slancio ci portava ad attraversare come saette via Casilina, fermando forzatamente la corsa contro il traliccio che torreggiava al centro della strada,dividente i binari del tram che dall’estrema periferia portava fino alle ‘Laziali’ l’inizio di quella che è la stazione Termini. Di quel periodo ricordo i giochi e le guerre con i sassi che facevamo,e quante teste sanguinanti e ginocchia sbucciate giravano per strada,ma era solo giocare,l’intenzione era che il sasso prendesse al massimo un fianco o la schiena,ma si sa che la mira è un optional…specie a quell’età,e il mangiare che scarseggiava,la carne era un miraggio che si intravedeva come oasi nel deserto dopo giorni di solleone,spesso a pranzo sulla tavola trovavo il minestrone fatto con i prodotti dell'orto che sovrastava il cortiletto interno e che apparteneva a Giuliana un'amica di famiglia,allora dicevo che volevo un panino con la mortadella perché non mi piaceva ma la risposta era che c'era il minestrone. Al pomeriggio rientravo dai giochi dicendo che avevo fame,dal forno usciva quel piatto di minestrone,insistevo che non mi piaceva e che volevo una citriola con la mortadella,ma inutilmente. La sera a cena trovavo ancora quel piatto...quanto era buono quel minestrone...E Fuffi, un bastardino bianco con una macchia nera intorno all'occhio
che un accalappiacani mi strappò dalle braccia dicendo che lo portava a curare e poi me lo avrebbe ridato,quanti pianti per quegli occhi dolci e gioiosi che non avrei più rivisto. Ricordo anche che nelle calde sere d’estate noi bambini sedevamo in circolo attorno a dei vecchi che raccontavano storie di guerra o di altre città,per lo più del sud Italia,ascoltavamo estasiati parlare di gesta eroiche e di parenti lontani o persi,e nella testa era come vivessimo noi stessi le avventure e provavamo una ridda di emozioni vedendo una lacrima scendere dai loro occhi o per l’esplosione di una improvvisa,grassa risata. Ricordo con affetto un vecchietto che passava due volte a settimana spingendo a fatica un carretto con sopra liquirizie e fusaie…dieci pescetti di liquirizia cinque lire,quanta fatica per trovare le cinque lire,generalmente noi bambini le guadagnavamo andando a fare la spesa per qualche vecchietta,a volte portando delle teglie di pasta a cuocere al forno che era in V. Casilina, andandole poi a riprendere, a volte restituendo al lattaio o al vinaio le bottiglie usate che avevano un deposito, ricevevamo una lira di mancia, poi aspettavamo pazientemente di essere chiamati per qualche altro servizio, ma quando arrivava il vecchietto dimenticavo la fatica sostenuta e assaporavo quelle delizie dal sapore ormai perso…
Sotto le feste tra questi servizi e qualcosa che ricevevo in regalo dai vicini di casa, riuscivo ad arrivare anche alle 75 lire sufficienti per andare al cinema 'Due Allori.' Entravo nel pomeriggio quando apriva, a quell'ora nelle 75 lire era compresa anche una rosetta con la mortadella, ed uscivo dopo l'ultima replica delle 22,30. Rivedevo il film tre volte gustandomi i 'prossimamente',gli spezzoni dei film di prossima programmazione che difficilmente sarei potuto tornare a vedere,ma principalmente la 'Settimana I.N.C.O.M ' che proiettavano durante l'intervallo fra una replica e l'altra. Era un reportage con notizie da tutto il mondo con gli avvenimenti principali della settimana. Le piccole guerre o colpi di Stato che avvenivano, gli incidenti aerei, le notizie sportive; ma io aspettavo con curiosità le notizie mondane, non per gli attori o i cantanti, non per le loro feste o performance, ma perché solitamente il servizio si chiudeva sempre con una stellina o aspirante tale seminuda. Scene riprese sul set di un film o in spiaggia in due pezzi, poi se accadeva che ci fosse una scena di spogliarello,al cadere del reggiseno appariva la parola FINE allora i fischi che prima erano di ammirazione e approvazione,si trasformavano in sonora protesta per quell'epilogo che tutti sapevamo già sarebbe stato così, ma il gusto era proprio nello sfogo programmato...
I primi giochi ‘amorosi’,erano con quella bambina che tutti indicavano come ‘fidanzatina’,facendomi arrossire e imbarazzare,negandolo fortemente,ogni volta che mi veniva detto,Pita,così la chiamavo,era l’amichetta del cuore,con la quale ci isolavamo in camera o nel sottoscala di casa sua e giocavamo a tutto,al dottore,al marito e moglie,al padrone e la schiava;non potrò mai dimenticare il sonoro ceffone preso quando sua sorella più grande ci sorprese mentre,giocando al dottore,le avevo calato le mutandine e la massaggiavo per farle una ‘iniezione’,per noi era veramente un gioco,senza nessuna forma di malizia,ma,giustamente,i grandi la vedevano diversamente;quello che però mi fece più male fu vedere le botte date a Pita e la proibizione di rivederci e giocare da soli…Chissà come si è svolta la sua vita,le auguro sia felice e abbia ottenuto tanto dal destino...Quel ceffone paradossalmente,mi diede modo di riflettere sul rapporto maschio-femmina,e sulle sensazioni interiori e fisiche che prima,quando lo consideravo solo un gioco non analizzavo,ma che poi,interpretato come ‘peccato’ e ‘cosa brutta che non si fa’, mi acuì la curiosità di saperne di più e di scoprirne il senso.

Istinto felino pag.7

                                         Fantasmi o sensibilità della purezza

Tranne un'estate passata in una colonia estiva ,esattamente a S. Terenziano in Umbria,in un vetusto castello diretto da suore e adattato a scuola e,appunto a colonia estiva,solitamente passavo le vacanze dagli zii a Orbetello,in Toscana,dove godevo gratuitamente di un mare favoloso e di folli corse in bicicletta assieme ai cugini;ma quando invece mi ritrovavo anche per poche settimane a casa a Roma,mi accadevano cose strane che,per mia fortuna,il più delle volte erano confermate da involontari testimoni,come quando una sera,verso le 18,Marco mi chiamò dicendomi di uscire per giocare,io salivo le scale e lui le scendeva,alla mia domanda del perché rispose che avevo lasciato la luce accesa,(si vedeva da una specie di finestra-lucernario situato sulla porta), quindi andava a spegnerla,tirò la cordicella che apriva il catenaccio,(all'epoca ci si fidava in generale,inoltre non c'era niente da rubare)scostò la tenda...e lo vidi scappare e salire le scale come fosse inseguito dal demonio,al mio sguardo interrogativo rispose che c'era qualcuno in casa;allora ridendo scesi per chiudere la porta lasciata aperta,scostata la tenda rimasi di stucco,all'ingresso della porta della cucina c'era un bambino bellissimo,biondo con i capelli ricci a boccolo con indosso una tunichetta così bianca che sembrava brillare di luce propria. Caddi pesantemente sulla sedia più vicina,non per paura,ma per lo stupore davanti a quella visione;allora lui si avvicinò quasi come levitasse,si mise seduto sulle mie ginocchia dandomi un senso di calore e tranquillità che non dimenticherò mai,quindi,dopo avermi fatto una carezza,mi diede un bacio sulla guancia e scendendo,facendomi un largo,rassicurante sorriso,si diresse verso la cucina dove lo vidi sparire come evaporasse...(anni dopo vedendo le foto di famiglia scoprii l'identità di quel bambino,era uno dei due figli di Luciana morto per anemia mediterranea,Mauro,l'altra era Oriana,tutti e due bellissimi,biondi e ricci con boccoli naturali,e tutti e due sempre,in vita,guardanti il cielo come fossero pronti a volarne sotto forma di Angioletti,e Mauro,di poco più piccolo di me,ricordo che,mentre giocavamo e io lo spingevo dentro un baule dove erano state applicate delle ruote a sfera,si era sentito male,ricordo che Marcello lo portò di corsa all'ospedale...(e da quel giorno non lo vidi più)...Allora spensi la luce,chiusi la porta e tornai in strada dove Marco mi aspettava preoccupato,alla sua ovvia domanda risposi che non c'era nessuno e che avevo ritardato perché ero andato in bagno. Quando mia sorella Anna rientrò dal lavoro le raccontai quello che era successo,vidi che cambiava espressione e disse che la mattina dopo saremmo andati a fare la Scala Santa,che,per chi non lo sapesse,si trova a S. Giovanni,una scala di legno dove si dice sia passato Gesù quando era sotto processo e dove,sotto vetro,quasi su ogni scalino,ci sono gocce del Suo sangue;va fatta tutta in ginocchio ed a ogni gradino va detta una preghiera...Un'altra volta,verso le 23,stavo leggendo dei fumetti seduto in cucina,quando sentii che la grata di ferro fuori la finestra veniva aperta,alzato lo sguardo vidi una vecchia che cercava di entrare,la prima cosa che pensai è che fosse una zingara che rapiva i bambini,così come mi dicevano sempre per non farmi uscire dopo una certa ora,alla domanda di cosa volesse,rispose che era venuta per portarmi via,allora,preso un bastone che usavamo per arrivare a togliere le ragnatele dal soffitto,cercai di respingerla,ma lei rideva e continuava a scendere;al che aprii il cassetto delle posate e presi un coltello e una forchetta appartenuti a mia madre,a quella vista lei si impaurì dicendo di riporli e cominciò a indietreggiare,allora,fattomi più spavaldo,e sempre tenendo in una mano le posate,salii fino alla finestra e,con un bastone nodoso che era sul cortile esterno,cominciai a bastonarla sulla schiena mentre cercava di salire sul muro alto un paio di metri che portava ad un orto sovrastante per poter fuggire,io continuavo a bastonarle la schiena finché salì e fuggì. Al suo rientro raccontai la cosa a Anna,che,naturalmente rispose che avevo fatto un brutto sogno,ma il giorno dopo Nannina,la mamma di Marco,la fermò dicendole che la sera prima,affacciandosi per stendere i panni lavati,mi aveva visto che davo forti bastonate al muro...senza prenderlo!...Allora Anna scese di corsa e,fattomi vestire in fretta e furia...mi portò a fare la Scala Santa...Poi le capitò di veder levitare un cuscino aprendo la porta della camera dove dormivo,e anche se forse non c'entravo niente....Scala Santa!...E così tante altre volte,ormai avevo le ginocchia piagate e non ne potevo più,infatti cominciai a nasconderle di altre cose che mi accadevano per evitarla. Una delle ultime che ricordo fu a Priverno,una sera avevamo deciso di scappare per andare al paese poco distante dove c'era una fiera,eravamo in 7,dopo aver legato delle lenzuola una all'altra,con le quali intendevamo scendere da una finestra alta una quindicina di metri dal suolo,la facemmo provare al più 'ciccione' di noi,ma sentendo che cedeva,decidemmo di uscire dalla finestra della cantina,mentre stavamo uscendo dal dormitorio,una mano sbucò da sotto le coperte afferrandomi saldamente una coscia,liberatomi con uno strattone e con l'aiuto di 2 compagni,togliemmo la coperta per vedere chi faceva quello scherzo,ma il bambino che lo occupava dormiva e da dove era uscita la mano c'erano i piedi...con la beata incoscienza dell'età,continuammo nel piano concordato non dando peso al fatto,a me venne solo da pensare che avrei evitato la Scala Santa...

mercoledì 22 dicembre 2010

istinto felino pag.14-15

Nel frattempo a Bolzano continuavano ad esplodere ordigni con la rivendicazione da parte del gruppo 'Tirolo Unito' che cominciava ad alzare il tiro...
Agosto si presentò con la buona notizia del rilascio di un altro sequestrato,M. Fiori,tenuto prigioniero in Aspromonte per ben 520 giorni.
Ma il mare ormai mi cantava l'invito come una Sirena tentante Ulisse,Capocotta mi aspettava e ripresi a frequentarla con gli amici di sempre,questa volta Roberto era accompagnato anche dalla futura moglie e da amiche e amici della stessa,quindi la mia tendenza era di allontanarmene più spesso possibile con la scusa di andare dai soliti 'aficionados'. In una di queste fughe fui bloccato dalla bellezza sfolgorante di una ragazza che stava disegnando qualcosa,quasi tutti i 'belli' della spiaggia le ronzavano intorno ma lei non se ne curava e continuava imperterrita la sua opera. ''(Se non si fila quei 'fichi' può guardà a me?)''mi domandavo cercando la chiave della serratura che mi permettesse di arrivarci. Per indagare dovevo avvicinarla con noncuranza,vedere i suoi occhi e quello che stava disegnando,e così feci. Mi avvicinai approfittando di un 'vu cumprà' che le proponeva orecchini e braccialetti,feci finta di vedere gli orologi e di sottecchi la squadravo;occhi verdi su un viso abbronzato che li mettevano ancora più in risalto,labbra carnose protette da un lucido burro di cacao,treccine lunghe fino al fondo schiena intrecciate con fili dorati e perline colorate,il seno teso e regolare ondulante leggermente nel muoversi ma sfidante la forza di gravità nel suo essere eretto,un tanga bianco che metteva ancora più in risalto l'abbronzatura bronzea e un'aura di allegria e sensualità che l'avvolgevano faceva giustamente da calamita ai satiri presenti. Mi attrasse anche quello che disegnava,aveva una cartellina dalla quale erano scivolati fuori in parte due-tre disegni coloratissimi e che all'apparenza sembravano rappresentare l'espressione di incubi,ma a ben guardare vi si scopriva un mondo popolato da fate e gnomi vincenti su orchi e lupi mannari. Allora mi allontanai e pensai di scriverle qualcosa di significativo per elogiare quella sua arte. Il 'vu cumprà' per venderle un braccialetto le aveva chiesto il nome per poterlo applicare,aveva risposto Tiziana e ne aveva comprato uno dopo lunga trattativa. Per farle una dedica personale non c'era di meglio che farla nominale,scrissi il suo nome per lungo e buttai giù di getto:

                                                  T reccine al vento a rinverdir l'arcano
                                                   I stinto primordiale di natura,
                                                  Z ombi mostruosi conquistanti l'umano
                                                   I n mano tua non fanno più paura;
                                                  A cqua forte,tempere,colore tenue o cupo
                                                  N on hanno per te segreto e mistero alcuno
                                                  A vendo l'istinto nel forgiar in agnello il lupo.


Scritto l'omaggio si poneva il problema di darglielo,non ero abituato ad andare diretto a rompere,inoltre la timidezza mi bloccava,temevo di fare una figuraccia davanti ai 'mosconi' che non accennavano ad arrendersi. Attesi pazientemente poi pensai che gli amici mi avrebbero dato per disperso o,peggio,mi sarebbero venuti a cercare,allora afferrai il coraggio a due mani e mi diressi con decisione dove era accampata,'' Senti,mi sentivo di scrivertelo e l'ho fatto,mi sarebbe spiaciuto non vederti più e non dirti quello che pensavo,comunque tieni e se pensi che potremmo anche conoscerci meglio,cosa che mi farebbe piacere,me lo dici dopo quando ripasso...se ci sei ancora,d'accordo?Ciao e buon sole...'' detto questo le diedi il biglietto mi voltai e tornai dagli amici senza voltarmi.
Tornato dagli amici giocai a racchettoni con Roberto,ma tenevo un occhio puntato sempre dalle parti di Tiziana,speravo non se ne andasse troppo presto,finito con i racchettoni ci facemmo un bagno rinfrescante e quando dissi che facevo un altro giro Roberto insistette per giocare a scacchi mettendo in palio il gelato per quattro che sarebbero stati pagati dal perdente,fui costretto ad accettare per non passare da guastafeste e facemmo il torneo su tre partite. Le partite furono abbastanza lunghe,quando finimmo ero ormai convinto che fosse andata via,stava anche tramontando il sole e cercavo di consolarmi pensando che forse sarebbe tornata un altro giorno.Preso il gelato dissi che andavo a salutare un amico che avevo incontrato prima e lasciai la compagnia. Con mia grande sorpresa vidi che Tiziana era ancora lì,aveva intorno tre guardoni e/o pappagalli sistemati in posizione strategica ma era sola sull'asciugamani.''Ciao,disturbo? L'hai già buttato quel pensiero?'' dicevo avvicinandomi,'' Ciao,non andavo via perché avevi detto che saresti ripassato,stò facendo anche tardi per la cena. Buttarlo?Ma vuoi scherzare?Mi piace e mi ha fatto piacere leggere quello che mi hai scritto,grazie,lo terrò sempre con me.'' ero esaltato e gratificato da quanto diceva,''Pensi che potremmo diventare amici?Magari dopo esserci frequentati un po',che ne pensi?'' ''certo,mi farebbe piacere,dammi il numero di telefono,il mio l'ho segnato li'' rispose dandomi un suo disegno con dietro scritti dedica e telefono,'' Non sapevo il tuo nome,aspetta,dimmi...'' così dicendo riprese il disegno e aggiunse il nome nello spazio lasciato libero nella dedica. Era già pronta per andare,ci salutammo con un bacetto e raccomandandosi che la chiamassi presto,affrettandosi si diresse all'uscita dalla spiaggia.
Tornando dagli amici pensavo che l'avrei chiamata presto perché mi piaceva troppo,e pensai anche che quello era un altro modo per conoscere e che certo lo avrei usato spesso.
L'occasione che poteva rivelarsi magica era il ferragosto con relativa festa in spiaggia condita dal bagno di mezzanotte che si sarebbe celebrata due giorni dopo. Le telefonai la mattina seguente ed ebbi la fortuna di trovarla a casa e anche che lei si rivelò felice della chiamata:''''Ciao,pensavo di fare una passeggiata a V. Sannio per vedere se trovo qualche 
oggetto simpatico,ti va di accompagnarmi o vai al mare? '' le domandai,''No oggi niente mare,oggi avevo deciso di restare in casa a dipingere,ma vengo volentieri perché può darsi che trovo un cavalletto in buone condizioni visto che il mio si è rotto. Mi faccio la doccia quindi diciamo che ci vediamo tra un'oretta va bene?'' acconsentii,mi feci indicare il luogo dell'appuntamento e mi ci diressi immediatamente temendo do arrivare tardi. Puntualmente oltre due ore dopo arrivò,comunque ero contento anche se non mi piace aspettare. Girammo per le bancarelle fino all'ora di pranzo,lei aveva trovato un cavalletto per dipingere quasi nuovo e tirando sul prezzo a suo dire aveva fatto un buon affare,e su una bancarella di libri usati aveva acquistato un cofanetto di poesie di Trilussa che mi regalò anche se mi schernii dicendole che non era il caso,ma non volle sentire ragioni,quindi proposi che in cambio le avrei offerto il pranzo,accettò e mi diressi verso Frascati intenzionato a fermarmi a qualche trattoria tipica della zona.

istinto felino pag.15-16

Il pomeriggio mi feci accompagnare agli stabilimenti della De Paolis dove facevano la scelta per un film americano,chiaramente avendo una bella fica vicino,il solito capogruppo marpione non esitò ad assumermi,soddisfatto le proposi una passeggiata per i negozi di V. Tiburtina,mi aveva detto che quella sera sarebbe rimasta a casa per provare il nuovo cavalletto ma che il ferragosto lo avremmo passato insieme al mare quindi verso sera l'accompagnai a casa e rientrai speranzoso augurandomi che il giorno successivo sarebbe passato in fretta.
Finalmente passavo una giornata al mare solo con lei,cercai un posto distante da dove solitamente mi fermavo con gli amici,Capocotta nella sua geografia aveva una divisione territoriale quasi delimitata naturalmente,ogni centoventi metri circa c'era un chiosco costruito come quelli che si possono ammirare sulle spiagge caraibiche,alcuni più grandi con capanno-ristorante annesso,altri solo chiosco tipo edicola ed ognuno ospitava personalità diverse,noi andavamo al 'Capanno Giallo' che aveva tavoli a sufficienza per definirlo ristorante,la gente che lo praticava era per la maggior parte etero anche se omosessuali di ambo i sessi si mischiavano tranquillamente sempre però rispettando il luogo,alla sinistra c'era 'Er Zagaglia' da dove si elevavano nuvole di 'fumo' conseguenza delle continue 'canne' consumate,mentre alla destra dopo il chiosco di un altro amico,'Er Divino', l'ambiente era occupato quasi completamente da coppie gay che a volte se ci facevi una passeggiava ti capitava di vedere tranquillamente abbracciarsi e baciarsi (e a volte anche copulare) senza alcun problema,oltre c'era la zona delle lesbiche che si comportavano allo stesso modo dei suddetti,e l'ultimo pezzo di spiaggia prima delle spiagge ancora demaniali tornava ad essere prerogativa di etero. Nello stesso modo erano quelli dopo 'Er Zagaglia' fino all'ultimo pezzo che costeggiava il 'Villaggio Tognazzi'. Scelsi quest'ultimo tratto di spiaggia anche se per la sera a cena saremmo andati al 'Capanno Giallo' dove avevo detto ad Enzo il proprietario,ormai amico di lunga data,che gli avrei portato le telline che avevo intenzione di raccogliere per farci una spaghettata di quelle che solo lui sapeva preparare,
prima di partecipare al lupanare notturno che anticipava il bagno collettivo della mezzanotte,e così avvenne,mentre Tiziana dipingeva seduta sotto un ombrellone che un mio amico 'Er Pirata' le aveva gentilmente messo a disposizione,io dragavo il fondo del mare dove ogni volta che infilavo le mani sotto la sabbia riuscivo a raccogliere 2-3 telline che mettevo in una bottiglia,entro il pomeriggio ne avevo 6 bottiglie piene,sarebbe stato contento anche Enzo che le avrebbe certamente vendute come sue guadagnandoci...Tre bottiglie extra le conservai per casa supponendo che fresche in quel modo non le avrei certo trovate al supermercato.
'Er Pirata' era un tipo particolare,innamorato del mare e di Capocotta in particolare si era messo in malattia,quindi in aspettativa ed infine si era licenziato dal Monopolio di Stato dove lavorava da anni per vivere in una tenda sulla spiaggia durante tutto l'anno. Anche d'inverno quando mi capitava di fare una passeggiata con amici per respirare l'aria salmastra sotto un pallido sole,non era difficile vederlo correre con il suo cane sulla spiaggia in costume per ore,'Er Pirata' era il soprannome datogli da tutti perché una bandiera col teschio era piantata da sempre accanto alla sua tenda,eravamo amici ma credo di non aver saputo mai il suo nome...Anni dopo lui e 'Er Divino' altro soggetto particolare,avrebbero aperto un chiosco
Dopo la cena a base di spaghetti e telline cucinati in modo magistrale e accompagnati da una croccante frittura mista col tutto innaffiato da un fresco vino bianco dei Castelli Romani e due caffè forti e vigorosi,con Tiziana decidemmo di fare una passeggiata in riva al mare,un po' per digerire ma anche per allontanarci dal caos che si stava creando nell'ambiente in attesa della imminente festa. Passavamo accanto a falò accesi circondati da ragazzi che rollavano,coppie che cominciavano a baciarsi e allacciarsi senza remore pregustando il seguito della nottata e ballerini improvvisati che con la bottiglia in mano si esibivano in passi di danza che nelle loro intenzioni avrebbero dovuto essere sensuali,mentre gruppi qua e là storpiavano canzoni accompagnati da chitarre stonate o strimpellate fuori ritmo.
Camminavamo scalzi sulla sabbia tiepida tenendoci stretti come fossimo fidanzati,forse il vino bevuto che ci aveva riscaldato internamente provocava la reazione contraria all'esterno,stringendosi lei disse''Ho un po' di freddo'' le misi l'asciugamani sulle spalle abbracciandola cercando di darle più copertura possibile, ''Non è necessario che facciamo il bagno,se vuoi torniamo al 'Capanno' che è più riparato'' mentre le rispondevo lei si diresse verso l'acqua per saggiarne la temperatura,''E' calda,forse si sta meglio dentro.. ''e mentre lo diceva si toglieva reggiseno e gonna restando completamente nuda.''Dai vieni,tuffati anche tu' diceva mentre correva felice come una bambina nell'acqua scura sollevando spruzzi argentati. La guardavo mentre mi spogliavo e sistemavo i miei e i suoi vestiti accanto all'asciugamani che avevo steso in terra,pensai che era un peccato non poter fissare quell'immagine in una sequenza fotografica tanta erano la poesia e la naturalezza animale che sprigionava la scena..Mi tuffai e nuotai fino a raggiungerla,''Credevo non venissi più'' disse avvicinandosi e stringendomi forte pretendendo quel bacio appassionato che ancora non ci eravamo scambiati,la luna piena sembrava creare un paesaggio spettrale semovente anche se il mare era calmo e piatto come non mai,quell'impressione doveva averla avuta anche lei che amava dipingere quelle scene per poi farle sbocciare in trionfo di vita. Mentre ci baciavamo sentivo che si era lasciata andare alla gravità che le faceva sollevare le gambe fino ad aggrapparle ai miei fianchi,ora i nostri sessi si erano presentati e lei aveva invitato il mio ad entrare nel suo accogliente nido,non avevo mai fatto all'amore dentro l'acqua perché pensavo che avrebbe potuto procurare problemi nell'atto,invece sentivo ancora più distinta la differenza del calore che trovavo dentro lei e sentivo quasi fosse fatto su misura il contatto del pene con le sue pareti fino al glande che le strusciava l'utero. Il piacere era veramente intenso e pensai che quella volta sarebbe stato impossibile trattenermi,glielo dissi e mi sussurrò che prendeva un anticoncezionale e quindi potevo venire tranquillamente,cosa che feci stringendole forte le natiche mentre le baciavo il seno e lei mi piantava le unghie dietro la schiena emettendo gemiti di piacere fra un morsetto e l'altro che dava ai miei lobi. Rimasi dentro lei che continuava a stringermi fra le sue cosce per non perdere un attimo di quel piacere mentre abbandonandoci ci facevamo cullare dall'acqua complice del goduto amplesso.
Tornammo a Roma e venne a casa mia dove fino all'alba continuammo ad amarci,quando verso le 11 decidemmo di fare colazione perché lei per pranzo doveva rientrare a casa le dissi:'' Sei stupenda,questa notte torni a dormire da me?'' e lei ridendo ma decisa:'' No grazie,stanotte vorrei DORMIRE...''anche se mi spiaceva restammo d'accordo che ci saremmo sentiti presto e l'accompagnai a casa.
Mentre a Bolzano un attentato ad una condotta dell' E.N.E.L. fortunatamente non provocava vittime,nell'Adriatico si verificava un fenomeno che metteva in crisi gli operatori del settore balneare,la mucillagine non trovando sbocchi essendo quella parte di mare chiusa come un grande lago si riversava sulle spiagge causando problemi di fetore per il marcire delle alghe e di pericolosità per i bagnanti che fuggivano disgustati.
Frattanto sempre presso Bolzano,a Brunico, ci fù il ritrovamento di 31 candelotti di dinamite che per fortuna non esplosero,posizionati sotto un traliccio dell'E.N.E.L.
Continuai a vedermi con Tiziana per tutto il mese,sapevamo entrambi che era una storia estiva destinata a finire,e forse per questo ogni attimo che passavamo insieme era intenso e appassionato quasi per scolpirselo dentro per portarlo come dolce ricordo per sempre.
Un lutto che causò un'altra grande emozione in tutti gli italiani cadde letteralmente dall'alto,a Ramstein in Germania,durante un'esibizione delle Frecce Tricolori,nell'eseguire una figura qualcosa andò storto e tre aerei si scontrarono incendiandosi immediatamente,mentre due di questi cadevano ai lati della folla,il terzo la centrava in pieno causando la morte immediata e successiva di 67 persone fra le quali bambini e famiglie intere oltre quella dei tre piloti. La decisione dopo quell'evento fu da allora in poi di tenere quelle manifestazioni a distanza di sicurezza dalla folla.
La conferma che a colpire il D.C.9 che causò la strage di Ustica e data come Sacra Rivelazione da esponenti politici non provocò nessun 'OOOHOOOH...' di meraviglia dato che era quello che si diceva e del quale si discuteva da anni nei bar,quella che ancora si aspettava era la rivelazione della firma dei mandanti e degli autori del reato,col passare degli anni altre verità già conosciute verranno propinate col contagocce ma per conoscere i veri colpevoli bisognerà forse aspettare che siano deceduti tutti gli interessati che ormai-purtroppo non potranno più essere puniti...
Fine settembre,l'anno si avviava stancamente a concludersi,lavoravo a fiction e film vari e vivevo come mi era capitato più volte storielle di una notte o al massimo di un paio di giorni,non cercavo grandi e shoccanti storie perché la testa era rivolta alla nuova avventura che avevo accettato di intraprendere l'anno successivo ad Avezzano.
Seguivo con interesse quelli che erano i frequenti viaggi di Papa Giovanni Paolo II e quando nei posti da lui visitati avvenivano cambiamenti o si intravvedevano novità positive,mi rendevo sempre più conto del grande carisma legato alla sua umanità e simpatia e mi convincevo sempre più del potere e la forza della fede quando viene proposta perché si è convinti di essere nel giusto.
Anche se la cronaca continuava a proporre omicidi di mafia come quelli del giudice A. Saetta presidente della corte di appello di Palermo ucciso insieme al figlio Stefano mentre percorrevano la Statale Agrigento-Caltanissetta e l'omicidio da parte di frange terroristiche avvenuto a Trapani di M. Rostagno ex leader di lotta continua divenuto responsabile della Comunità di recupero Saman.
A Mosca M. Gorbaciov diventava capo del Soviet Supremo continuando così la linea di glasnost intrapresa anni prima,mentre il mese successivo l'artefice in parte di quell'inizio di cambiamento R. Reagan veniva scalzato dalla presidenza da G.H.W. Bush che diventava così il 41° presidente degli Stati Uniti.
In Italia scoppiava l'ennesimo scandalo,questa volta riguardava mazzette per le forniture alle ferrovie dello Stato,lo scandalo soprannominato delle 'lenzuola d'oro',portò alle dimissioni del responsabile del consiglio di amministrazione dello stesso L. Ligato.
A dicembre come quasi ogni fine anno un evento naturale catastrofico si verificò in Armenia,dove un terremoto provocò la morte di oltre 30.000 persone lasciandone oltre 400.000 senza tetto.
L'ennesimo attentato terroristico,questa volta a livello internazionale,coinvolse un aereo della Pan Am sul quale esplose una bomba nei pressi della cittadina di Lockerbie,in Scozia,le vittime furono i 259 presenti sull'aereo e 11 abitanti della cittadina colpiti dalla sua caduta,gli U.S.A. e la Gran Bretagna attribuirono l'attentato alla Libia...
L'anno finì però con una buona notizia,la lunga guerra Iran-Iraq durata 8 anni nei quali si erano contati un milione e mezzo di morti finiva ponendo fine ai timori di un allargarsi del fronte in Oriente e a un possibile intervento delle forze N.A.T.O.
1989 un anno topico.